Donne in quota

Aggiornamento del 04 Febbraio 2018

Gentili
Ministro Sviluppo Economico Carlo Calenda
Sottosegretaria con delega alle Pari Opportunità Maria Elena Boschi
Sottosegretario Antonello Giacomelli con delega alle Comunicazioni
Presidente Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai Roberto Fico
Presidente RAI Monica Maggioni

Italia, 04 Febbraio 2018

OGGETTO: SEGNALAZIONE ALL’AGCOM SU PROGRAMMI DI RADIO UNO, RAI UNO, RAI DUE

Vi informiamo che con la segnalazione in allegato abbiamo chiesto all’Agcom di esercitare le azioni di controllo e vigilanza in base alla normativa vigente e nel rispetto delle disposizioni della Concessione e del Contratto di Servizio Pubblico, riguardanti la garanzia della qualità dell’informazione e l’offerta complessiva, rispettosa della figura femminile e della dignità umana, culturale e professionale delle donne.


Siamo ahimè costrette, soprattutto quando si avvicinano le elezioni, a sentire le esternazioni dei nostri politici, ma non siamo disposte ad ascoltare ripetutamente senza contradditorio proposte sulla legalizzazione e tassazione della prostituzione, sull’onda di quelle lanciate dal Segretario della Lega Matteo Salvini.

A tale scopo le nostre associazioni hanno anche sottoscritto e stanno divulgando sul web il Manifesto contro lo sfruttamento sessuale e le Domande ai politici in vista del voto delle donne promossi da Udi Napoli e Salute Donna.

Sulla pelle delle donne e sulla loro salute non si scherza e non si può accettare che ne trattino solo uomini, tra i quali notoriamente esiste un gran numero di fruitori finali.

Per questo motivo abbiamo precisato che, a nostro parere, quando il servizio radiotelevisivo pubblico si occupa di prostituzione, per assicurare un confronto in contradditorio, debbano essere invitati giornalisti, esperti, politici di entrambi i sessi.

Un argomento così sensibile non può essere trattato con superficialità da uomini e solo da un punto di vista economico/fiscale.

La Rai ha in generale il dovere di informare correttamente, evidenziando quanto segue:

- le donne che si prostituiscono sulle nostre strade sono, per la maggior parte vittime di tratta e/o di situazioni personali e famigliari violente e degradanti;

- molte sono minorenni;

- esiste la piaga della prostituzione maschile, anche questa spesso esercitata da minorenni vittime di sfruttamento;

- i dati impressionanti sul fenomeno della tratta e dello sfruttamento, che sappiamo essere parziali, per la difficoltà di fare indagini sistemiche in un mondo così complesso;

- i racconti delle sopravvissute, per esempio dai bordelli legalizzati tedeschi, che sfatano la normalizzazione/banalizzazione della prostituzione e chiariscono che non può essere considerata un lavoro.

La prostituzione non è un lavoro ma la discriminazione più antica del mondo, che poggia le sue radici sull’asimmetrica distribuzione del potere nella società. E’ violenza, perché nessuna donna o uomo che ha alternative, sceglie di prostituirsi.

Nella società odierna, in cui la parità di genere è uno dei 17 obiettivi dell’Agenda ONU 2030, non possiamo accettare un passo indietro che ci riporterebbe ai livelli di estrema povertà culturale ed economica, tipici degli anni più oscuri del secolo scorso.

Da decenni ci stiamo misurando nella quotidiana sfida sulle pari opportunità, investendo sulla crescita professionale di donne e uomini, con sempre più attenzione al talento e alla parità nel lavoro e nella vita personale e sociale.

La legge Merlin già nel 1958 aveva posto le basi per una civiltà più avanzata. La sua articolazione normativa ha segnato il superamento della vecchia cultura di una sessualità legata al commercio dei corpi delle donne e al servizio di una miserevole mascolinità, che noi vorremmo in via di estinzione.

Ci teniamo a far sapere che non accettiamo passi indietro allo scopo di assicurare entrate allo stato e che si tenti di nascondere lo sfruttamento ignobilmente tollerato sulle strade mediante la riapertura delle case chiuse rimodernate.

Difenderemo la legge Merlin con tutti i mezzi che la nostra democrazia ci consente.

Confidiamo che le iniziative di cui sopra evitino in futuro di dover inviare altre segnalazioni del genere.

Con l’occasione inviamo cordiali saluti.
Donatella Martini Ciampella – DonneinQuota e Rosanna Oliva de Conciliis - Rete per la Parità


Aggiornamento del 04 Febbraio 2018


Spett.le AGCOM Roma
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Italia, 04 Febbraio 2018


OGGETTO: SEGNALAZIONI SU PROGRAMMI DI RADIO UNO, RAI UNO, RAI DUE E LA7

Con la presente segnaliamo che nelle seguenti occasioni il tema così delicato della prostituzione è stato trattato con estrema leggerezza, sull’onda delle proposte del Segretario della Lega Matteo Salvini:

- al GR1 delle ore 8.00 del 17 gennaio

- a Porta a Porta del 18 gennaio su Rai1

- a Non è l’Arena di Massimo Giletti del 28 gennaio su La7

Da ultimo - ma temiamo che si moltiplicheranno durante questa campagna elettorale - , ieri su Rai2 il dossier del Tg2 delle ore 23.45 intitolato Il mercato del sesso, a cura di tre giornalisti uomini, si è concluso con una lunga intervista ad un gigolò italiano, dedito per sua dichiarazione anche a istruire suoi colleghi (attività forse ai limiti del codice penale), che ha lamentato l’impossibilità di pagare le “tasse” sui suoi lauti guadagni.

Le emittenti, sia quella pubblica che le private, ma naturalmente la nostra attenzione è maggiore per quanto riguarda la Rai, non possono fare cattiva informazione sulla pelle delle donne e sulla loro salute.

A nostro parere è necessario che in tali occasioni si preveda di invitare giornalisti, esperti, politici di entrambi i sessi che conoscano approfonditamente il tema, con opinioni diversificate e in grado di sostenere il confronto in contradditorio.

Un argomento così sensibile non può essere trattato con superficialità e dando la priorità alla tassazione dei guadagni.

Per questo motivo

CHIEDIAMO ALL’AGCOM DI INTERVENIRE

esercitando azioni di controllo e vigilanza in base alla normativa vigente e per il rispetto anche delle disposizioni della Concessione e del Contratto riguardanti il Servizio Pubblico Radiotelevisivo. La qualità dell’informazione, completa e imparziale, è garanzia della libera formazione delle opinioni, come richiamato anche dalla Corte costituzionale.

Nella qualità dell’informazione è compresa un’offerta complessiva rispettosa della figura femminile e della dignità umana, culturale e professionale delle donne.

Non ci sembra superfluo, inoltre, citare le principali disposizioni vigenti, artt. 3, 7, 35 Tusmar, i principi costituzionali che sanciscono la non discriminazione basata su sesso e condizioni economiche e sociali, la Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne, richiamate nella vostra delibera di indirizzo sulla figura femminile del 24 novembre 2017.

Vanno ricordati anche il manuale «Stop violenza: le parole per dirlo», di G.i.U.L.i.A Giornaliste Unite Libere Autonome e il “Manifesto per il rispetto e la parità di genere nell’informazione” diffusi da C.P.O. Fnsi, C.P.O. Usigrai e G.i.U.L.i.A.

In attesa di pronto riscontro, porgiamo distinti saluti.

Donatella Martini Ciampella – DonneinQuota e Rosanna Oliva de Conciliis - Rete per la Parità


Spett.le Radio Uno
Direttore Gerardo Greco
Spett.le Radio Rai
Direttore Roberto Sergio
p.c.
On. Maria Elena Boschi
Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Pari Opportunità

Milano, 18 Gennaio 2018
OGGETTO: RADIO UNO - GIORNALE RADIO DELLE 8.00
Egregio Direttore Greco,
la cattiva informazione non è accettabile, specialmente se a farla è l’emittente pubblica.

Possiamo definire tale il servizio firmato da Amerigo Mancini sulla prostituzione, andato in onda ieri mattina, 17.1.18, al GR1 delle 8.00.
Siamo abituat* alle boutade dei nostri politici in campagna elettorale e, in particolare, la riapertura delle case chiuse è un argomento che Matteo Salvini rispolvera periodicamente. L’ultima volta è stato nel 2015, con la raccolta firme per l’abrogazione della legge Merlin.
Ma se la redazione di Radio Uno ritiene doveroso trasmettere questa notizia, è altrettanto doveroso che come utenti si pretenda un’informazione completa sull’argomento.
Non ci interessa sentire che le prostitute non pagano le tasse o che avrebbero diritto di andare in pensione prima di altre categorie perché il loro mestiere è usurante.
Ne abbiamo le tasche piene della frase penosa che si riferisce alla prostituzione come il mestiere più vecchio del mondo.
Vogliamo una informazione civile e coerente con la realtà.
Prostituzione e tratta sono in mano alle grandi organizzazioni del crimine organizzato, i cui interessi economici miliardari sono superiori addirittura ai proventi della droga. L’industria globale del sesso comprende anche pornografia e pedo-pornografia, turismo sessuale.
Stiamo parlando di gestori e proprietari di locali-bordello di ogni specie, proprietari di agenzie di escort, intermediari, reclutatori e veri e propri magnaccia, trafficanti, funzionari vari corrotti, clienti potenti che usano le donne come merce di scambio ecc.
Proprio questa criminalità organizza grandi campagne mondiali di normalizzazione/banalizzazione della prostituzione, utilizzando addirittura argomenti del femminismo e dei diritti umani per raccogliere consensi.
Oggi, anche grazie a queste campagne, molte donne, in particolari le più giovani, pensano che mettere a disposizione il proprio corpo per arrivare al potere e al successo, sia l'essenza dell'emancipazione e della libertà.
Tutto questo in totale discontinuità con la maturazione della società, in particolare quella europea ed occidentale, che da decenni si sta misurando nella quotidiana sfida sulle pari opportunità, investendo sulla crescita professionale di donne e uomini che guardano ad una società sempre più attenta al talento e alla qualità del lavoro e della vita personale.
E’ necessario quindi che il servizio pubblico informi i cittadini che le donne che si prostituiscono sulle nostre strade sono, per la maggior parte, vittime di tratta e di situazioni personali e famigliari violente e degradanti.
Abbiamo bisogno che si diffondano i dati ufficiali sul fenomeno della tratta e della prostituzione. Dati impressionanti, che sappiamo essere parziali, per la difficoltà di fare indagini sistemiche in un mondo così complesso.
Ci servono i racconti delle sopravvissute, per esempio dai bordelli tedeschi, per sfatare la normalizzazione/banalizzazione della prostituzione.
Noi diciamo che la prostituzione non è mai stata e mai sarà un lavoro. La prostituzione è la discriminazione più antica del mondo, che poggia le sue radici sulla asimmetrica distribuzione del potere della nostra società. La prostituzione è violenza, perché nessuna donna che ha alternative, sceglie di prostituirsi.
Nella società odierna, che ha come obiettivo la parità di genere, la prostituzione non può più essere considerata un istituto necessario al buon funzionamento della comunità. Il solo pensiero riporta la nostra società ai livelli di estrema povertà culturale ed economica, tipici degli anni più oscuri del secolo.
La legge Merlin già nel 1958 poneva le basi per una civiltà avanzata. La sua articolazione normativa propone il superamento della vecchia cultura obsoleta di una sessualità commerciale al servizio di una ipotetica e quanto mai miserevole mascolinità, che noi reputiamo in via di rottamazione.
La legge Merlin è una legge avanzata e di grande civiltà e ci teniamo a far sapere che ce la terremo ben stretta e che la difenderemo con tutti i mezzi che questa democrazia ci consente.
Ci aspettiamo che Radio Uno voglia rimediare, promuovendo un dibattito serio e puntuale su un tema che ancora oggi mette la vita e la dignità delle donne alla mercé della peggiore cultura della storia dell’umanità.
In attesa di riscontro, porgiamo distinti saluti.

Le firmatarie:
Prime firmatarie:
Donatella Martini –Associazione DonneinQuota
Tiziana Scalco – Segretaria Fillea Cgil Lombardia
Rosanna Oliva de Conciliis
Rete per la Parità
Aspettare stanca
Patrizia Cordone – blogger di L’Agenda delle Donne
Barbara Summa

in ordine alfabetico:
1. Maria Abbate
2. Licia Accardo
3. Pamela Aicardi
4. Isoke Aikpitanyi Associazione vittime ed ex vittime della tratta
5. Frida Alberti
6. Rosalia Alocco
7. Carmen Armaroli
8. Giulia Andreolini
9. Antonella Anselmo
10. Luisella Aprà
11. Luisa Archetti
12. Annamaria Arlotta
13. Consiglia Aurioso
14. Maria Azzola
15. Manuela Baldi
16. Ilaria Baldini
17. Danila Baldo
18. Michelangela Barba, Presidente Associazione Ebano
19. Cristina Barbieri
20. Anna Maria Bardelotto
21. Francesca Barozzi
22. Fabrizia Boiardi
23. Mariangela Bonas
24. Paola Bassino Martinetto
25. Francesca Romana Beffa
26. Daniela Bentivogli
27. Nazzarena Bernardi
28. Antonella Bertè
29. Cristina Barbieri
30. Francesca Barozzi
31. Donato Bianchi
32. Grazia Biondi, Presidente Associazione Mandem
33. Nadia Boaretto
34. Sonia Boffelli
35. Loretta Bombonato
36. Valeria Borgese
37. Paola Borgini
38. Cinzia Boschiero
39. Maura Bossoletti
40. Roberto Bricola
41. Giovanna Brighenti
42. Loredana Brunetti
43. Luciana Brunod
44. Anna Camana
45. Sarah Camp
46. Loretta Campagna
47. Elisabetta Canitano
48. Stefania Cantatore – UDI Napoli
49. Carla Carpani
50. Lucia Carta
51. Ninni Carucci
52. Siusi Casaccia, Componente italiana EWL Observatory on Violence against Women
53. Irene Casini
54. Marianna Cassetti
55. Enrico Castagnoli
56. Sergio Cati
57. Maddalena Cattaneo
58. Mirella Cavalli
59. Patrizia Cavallo
60. Cinzia Cavini
61. Fabio Cedrola
62. Maddalena Celano II
63. Arianna Censi, Vicesindaca Città Metropolitana di Milano
64. Paolo Cherubini
65. Rossana Ciambelli
66. Grazia Ciampella
67. Sabrina Cicin Marzetti
68. Andreina Cicoria
69. Laura Cima
70. Giovanna Cipriani
71. Marilisa Circelli
72. Francesca Cirelli
73. Silvano Ciuffardi
74. Angela Cocchi
75. Salvina Cocila
76. Daniela Colombo, Pari o Dispare
77. Alfio Consoli
78. Maria Costa
79. Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne
80. Alfredo Costa
81. Mariarosa Cricchi Crepitoni
82. Sergio D’Alessio
83. Pietro D’Ambrosio
84. Betty D’Ambrosio
85. Maria Rosaria D’Andrea
86. Valentina Daimon Valentino
87. Laura Damiani
88. Valeria Damiani
89. Luisa Dellantonio
90. Ilaria Denaci
91. Donne ultraviolette
92. Marcella De Carli Ferrari
93. Franca De Cristofaro
94. Monica De Honestis
95. Diana De Marchi
96. Bruna De Marinis
97. Antonio De Monte
98. Maria Giovanna Devetag
99. Donata Di Lorenzo
100. Laura Di Mascolo
101. Livianna DiDio
102. Manuela Ena
103. Alicia Erazo
104. Eva Fabiani
105. Tamara Faccin
106. Michela Fantozzi
107. Cristina Favati
108. Anna Rosa Favretto
109. Lucia Ferilli
110. Giovanna Ferrari
111. Ornella Ferrario
112. Maria Fiore
113. Claudia Forini
114. Carolina Formica
115. Wally Franceschini
116. Antonella Franchini
117. Iride Enza Funari
118. Daniela Fusari
119. Loredana Galano
120. Ornella Galetto
121. Marcella Germano
122. Irene Giacobbe, Presidente dell’Associazione Power and Gender e di AFFI
123. Luigi Giannattasio, Presidente Comitato Prov.le Anpi di Salerno
124. Katiuscia Gimelli
125. Giuliana Giusti
126. Ileana Gobbo
127. Barbara Goi
128. Veniero Granacci
129. Gabriella Guerrini
130. Angela Guglielmetti
131. Isabella Kaus
132. Juliette Ruth Kleemann
133. Anna La Ragione
134. Ivana Larotonda
135. Caterina La Sorsa
136. Giuliana Lasorsa
137. Francis Leininger
138. Donata Leone
139. Rosalba Lepore
140. Caterina Liotti
141. Alessandra Lo Baido
142. Francesca Lo Coco
143. Sonia Longo
144. Fausto Longoni
145. Ada Lorandi
146. Lottodognimese Associazione di Padova
147. Maria Francesca Lucanto
148. Simonetta Luciani
149. Maria Teresa Magenes
150. Claudio Magnabosco, Rete degli uomini contro la tratta, la prostituzione e le violenze sulle Donne
151. Paola Malatesta
152. Ilaria Mancino
153. Teresa Manna
154. Piera Margherita
155. Emanuela Mariotto
156. Antonietta Martiniello
157. Laura Marrucci
158. Maria Luisa Marton
159. Carmen Masala
160. Elisa Mastrangelo
161. Francesca Mastrangelo
162. Luciana Mastrolia
163. Claudia Mattei
164. Francesca Mauri
165. Maria Grazia Mauti
166. Nadia Mazzardis
167. Paola Mazzei
168. Ekaterina Menchetti
169. Fabio Menini
170. Alex Milano
171. Anna Minutoli
172. Caterina Mion
173. Alida Miscio
174. Serenella Molendini
175. Maria Luisa Montedoro Aurigo
176. Silvia Montinaro
177. Luisa Montuori
178. Antonella Musella, Responsabile Segreteria Pari Opportunità O. SULPM –DICCAP Milano e Lombardia
179. Nuovo Maschile Associazione
180. Vincenzo Nigra
181. Pina Nuzzo
182. Desiree Olianas
183. Laura Onofri Grisetti
184. Ida Orlando
185. Tiziana Orsini
186. Isabella Ottobelli
187. Claudia Padovani
188. Maria Giuseppina Pala
189. Loretta Panseri
190. Alice Paola
191. Costantino Paparazzo
192. Michele Paparella
193. Fiorella Paris
194. Fabrizio Pascucci
195. Annamaria Passaggio
196. Rita Peana
197. Adelaide Pelizzon
198. Silvia Pelosi
199. Maria Petrelli
200. Paola Petrucci, Consigliera Parità Regione Marche
201. Mario Pianeta
202. Francesca Piccinini Montanari
203. Nataniela Piccoli
204. Paola Pieri
205. Mario Pilaneta
206. Emma Pinna
207. Samantha Pisciotta
208. Barbara Pittaluga
209. Angiola Pitzalis
210. Marilena Pizzi
211. Giulia Poletti
212. Marisa Porzio
213. Agatha Raisin
214. Eliana Rasera
215. Francesco Re Sartù
216. Elvira Reale – Associazione Salute Donna di Napoli
217. Nicoletta Regonati
218. Rita Ricciardelli
219. Carla Rizzi, Associazione @LibereSinergie
220. Maria Cristina Rizzo
221. Bobo Rock
222. Maria Carla Rossi
223. Silvia Rossini
224. Chiara Rossini
225. Maddalena Robustelli
226. Elena Ruginenti Consigliera di Municipio a Milano
227. Francesca Sacci
228. Maria Luisa Salerno
229. Enrico Samarini
230. Tiziana Santamaria
231. Silvia Santarelli
232. Vincenza Sardo
233. Massimo Sassi
234. Alice Scagliarini
235. Luigia Scalco
236. Daniela Scandella
237. Francesca Schioppa
238. Nadia Scioscia
239. Se non ora quando Alto Adige Südtirol Associazione
240. Luana Seddone
241. Mariella Seminara
242. Maddalena Seu
243. Simona Sforza
244. Maria Esposito Siotto
245. Se non ora quando S. Donà
246. Sandra Soffritti
247. Ida Paola Sozzani
248. Paola Spinelli
249. Sportello Donne di Pavia
250. Alessio Stalla
251. Stati Generali delle Donne
252. Emilio Stefanazzi
253. Laila Stefanini
254. Domenica Stefanuto
255. Natalia Adriana Strani
256. Rita Stucchi
257. Laura Tagliabue
258. Magda Terrevoli, Presidente CUG Regione Puglia
259. Irene Anna Tesini
260. Francesca Tinelli
261. Alfredo Toppi
262. Marina Toschi
263. Franchina Tresoldi
264. Ivana Trettel, Presidente Associazione Opera liquida
265. Elisabetta Tronci
266. Simona Trotta
267. Roberta Marcella Trovato
268. Roberta Trucco
269. Lucia Tundo
270. Daniela Tuscano
271. Uomini liberi dalla violenza – Pisa
272. Cristina Varotto
273. Angelica Vasile, Presidente Commissione Politiche Sociali e Servizi per la Salute Comune di Milano
274. Suny Vecchi Frigio
275. Ventunesima Donna Corsico
276. Vita di Donna Onlus
277. Simona Volpi
278. Elena Zafferri, attivista UDI Modena
279. Manuela Zaini
280. Francesca Zanasi, Vicepresidente Commissione cultura e sport Municipio 3 di Milano
281. Marilena Zirotti
282. Annalisa Zito
283. Pamela Zollo, DonneAmiche

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