Donne in quota

Come mai il linguaggio dei libri di testo è ancora così orientato sul genere maschile? Perchè gli insegnanti non si ribellano a questo? E se le ragazze andassero meglio a scuola perchè sono meno creative?

Queste le principali domande poste a Gabriella Seveso, docenete di Storia della pedagogia all'Università Bicocca di Milano, con risposte tra verità e provocazione da parte della docente.

Le insegnanti hanno sicuramente delle colpe per la fatica di prendere in mano la situazione e proporsi con un aspetto più creatvo e meno riproduttivo, d'altro canto le ragazze pensano che riuscire meglio a scuola possa portarle ad un buon inserimento lavorativo, a differenza dei maschi.

Leggi tutto: Intervista di Valeria Palumbo - Corriere Tv, a Gabriella Seveso, Docente della Bicocca di Milano

Ci rivolgiamo al Sindaco Giuliano Pisapia, alla Giunta, a Francesca Zajczyk Delegata del Sindaco alle Pari Opportunità e Anita Sonego presidente della omonima Commissione. Durante i lavori del convegno “Quando comunicazione fa rima con discriminazione” che si è tenuto lo scorso 17 settembre a Palazzo Marino abbiamo appreso che nella delibera “Indirizzi fondamentali in materia di pubblicità discriminatoria e lesiva della dignità della donna” tra i punti destinati a individuare i messaggi discriminatori da contrastare, compare, al n. 2, quanto segue: Immagini volgari, indecenti, ripugnanti devianti da quello che la comunità percepisce come “normale”, tali da ledere la sensibilità del pubblico, punto che Vi chiediamo formalmente di stralciare da quella delibera (la n. 1288 del 28/06/2013).

Leggi tutto: Richiesta di stralcio del punto 2 della delibera contro la pubblicità sessista del Comune di Milano

Donne in pubblicità: il caso Milano e la delibera che fa discutere - Il Fatto quotidiano del 7 ottobre 2013

E’ una vicenda che può sembrare marginale, e siccome riguarda in parte alcune parole usate in una delibera comunale, e in parte i metodi con cui si prova a ricostruire un tessuto democratico fortemente compromesso ci sarà chi penserà: “Ecco, si va a pescare il pelo nell’uovo”, oppure: “Ci sono cose ben più importanti e urgenti”.

E’ sempre così, specie quando della politica, in Italia, si occupano le donne. Ma se in tante, e diverse, a Milano si stanno appassionando, discutendo animatamente e confliggendo su due parole usate in un documento pubblico, allora forse è il caso di soffermarsi a ragionare sul perché.

Leggi tutto: Monica Lanfranco sulla delibera del Comune di Milano

Donne e pubblicità: il caso MIlano e la delibera che fa discutere - Il Fatto quotidiano del 7 ottobre 2013

di Monica Lanfranco

 

E’ una vicenda che può sembrare marginale, e siccome riguarda in parte alcune parole usate in una delibera comunale, e in parte i metodi con cui si prova a ricostruire un tessuto democratico fortemente compromesso ci sarà chi penserà: “Ecco, si va a pescare il pelo nell’uovo”, oppure: “Ci sono cose ben più importanti e urgenti”. E’ sempre così, specie quando della politica, in Italia, si occupano le donne. Ma se in tante, e diverse, a Milano si stanno appassionando, discutendo animatamente e confliggendo su due parole usate in un documento pubblico, allora forse è il caso di soffermarsi a ragionare sul perché.

Leggi tutto: Donne in pubblicità: il caso Milano

Donne e pubblicità: l'anonimo milanese su Arcipelago Milano del 9 Ottobre

Care amiche che avete sottoscritto l’articolo: “Donne, pubblicità, normalità …” apparso su ArcipelagoMilano del 2 ottobre. Ringraziandovi per l’interesse verso il lavoro e l’impegno di questo Consiglio Comunale che ha, in poco tempo, approvato alcune delibere di “civiltà” (Istituzione del Registro delle Coppie di Fatto – Dichiarazioni di fine vita – Impegno contro la pubblicità sessista), voglio chiarire alcuni equivoci presenti nel vostro scritto.

Leggi tutto: risposta di Anita Sonego al nostro articolo su Arcipelago

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