Donne in quota

mail.google.com 

Su La Repubblica del 20 gennaio 2012, è apparsa una pubblicità di una casa di moda non nuova alle contestazioni sulle pubblicità sessiste, in cui una bambina viene fotografata in abbigliamento da "piccola donna". L'intento della foto non è quello della rappresentazione del “giochiamo alle signore”, perché la bambina in quell'ammiccamento da Lolita perde l'innocenza dell'età. L’impressione è poi suffragata dalla fotografia semi-nascosta dalla bambina: un uomo con le gambe aperte, moderna rappresentazione di un satiro. In un Paese in cui i dati sul turismo sessuale e sugli abusi sui minori sono a dir poco preoccupanti, è profondamente sbagliato proporre un'immagine di bimba provocante e invitante. Tale immagine influisce sulla formazione dell'identità delle bambine, negando loro i tempi propri dell’età e della formazione, e offre, fin dall'infanzia, un’ idea di donna come oggetto sessuale. Invitiamo quindi l'azienda al ritiro della campagna pubblicitaria, lo IAP Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ad emettere “ingiunzione di desistenza” e tutti ad un consumo critico dei prodotti. girasolipiccolo

Al termine dei lavori della giornata che ha visto l'Associazione DonneInQuota insieme alla referente RAI delle Pari Opportunità di Milano, D.ssa Fabrizia Boiardi., il 27 giugno 2011, impegnata nel Primo Meeting sulla rappresentazione delle donne nel servizio pubblico, è stata stilata una lettera, indirizzata alla RAI

C.a. Dr. Garimberti
C.a. Consiglieri di Amministrazione
C.a. D.ssa Lei
C.a. D.ssa Ammirati


Milano, 29.07.2011

Preso atto

- del Codice Etico sottoscritto dall'azienda
- dei 12 emendamenti introdotti del Contratto di Servizio
- della Risoluzione del Parlamento Europeo del 3 settembre 2008 (2008/2038(INI)) sull'impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini, che estende le proprie raccomandazioni anche alla informazione e programmazione dei grandi media

Considerato

- la relazione annuale AGCOM sull'attività svolta e sui programmi di lavoro del 14 giugno 2011, che evidenzia come nella Comunicazione e nel pluralismo nell'era di internet in Italia sia ancora la tv il veicolo per l'informazione: quasi il 90% nel 2010; seguita dai quotidiani col 61%; e da internet per ora soltanto al 20%. Appreso che "In un secolo in cui l'informazione è potere e la televisione ne rappresenta la forza d'occupazione (AGCOM)" e visto che il potere e la rappresentanza sono ostinatamente squilibrate in Italia in maniera del tutto anomala rispetto al quadro europeo per quanto riguarda la partecipazione femminile;

Consapevoli

che il problema della qualità del servizio pubblico RAI dipende in larga misura da una corretta rappresentazione delle donne, e che la rappresentazione insufficiente o scorretta significa proprio un deficit di rappresentanza che deve essere colmato;

Concordi

che la lotta agli stereotipi è parte strutturale di una vera informazione e positivo intrattenimento.
A conclusione della giornata di lavori presso la sede RAI di Milano del 27 giugno u.s., nel meeting "La Rai ha la missione di rappresentare tutte le realtà. Come vogliono essere rappresentate le donne?", organizzato da Fabrizia Boiardi, referente del C.P.O. della Rai a Milano, insieme all'associazione DonneInQuota e partecipato da importanti rappresentanze istituzionali e di associazioni, università, organizzazioni,

Proponiamo

alla vostra attenzione questo documento che riassume le conclusioni dei nostri intenti ed esprime una volontà condivisa di ottenere un impegno effettivo della RAI a favorire la partecipazione attiva delle donne in termini di parità e pari opportunità, per un rinnovato miglior standard qualitativo dei programmi e palinsesti.

Noi condividiamo il presupposto che alla qualità dell'offerta RAI siano indissolubilmente legati due fattori strategici: il primo consistente in una corretta rappresentazione della donna, in termini passivi, di immagine e contenuti, e in termini attivi di conduzione e creazione; il secondo volto al necessario allineamento dell'emittente di servizio nazionale ai migliori standard europei, in termini di qualità.
Riteniamo altresì che la preponderanza di stereotipi che affollano non solo l'advertising ma anche i programmi radiotelevisivi, costituisca fattore di grave impedimento alla qualità, sia in termini culturali che di intrattenimento e informazione.

Consideriamo indispensabile, per ottenere processi efficaci di vigilanza sul palinsesto e sulla produzione, che la composizione del Consiglio di Amministrazione sia paritaria, donne e uomini, e che occorra l'individuazione di una componente del CdA delegata a valutare i prodotti secondo una visione rispettosa e paritaria per quanto riguarda il gender, capace di rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di opere di qualita', e promuovere azioni di garanzia qualitativa per la tutela dell'immagine femminile.

Convinte che sia necessaria una effettiva apertura della struttura RAI alle istanze propositive per avviare processi efficaci per una nuova produzione di qualità, che soddisfi l'utenza femminile, proponiamo un laboratorio di sperimentazione, ricerca e realizzazione di nuovi format, spaziando a tutto tondo, in ogni ambito d'attualita' e di cultura, usufruendo di spazi certi nei vari palinsesti di Reti e testate.

In fiducia di risposta positiva, porgiamo distinti saluti.


C.P.O. RAI Milano
La Referente
Fabrizia Boiardi


DonneInQuota
La Presidente
Donatella Martini Aderiscono e sottoscrivono: 1. Irma Bono, nuova referente C.P.O. Rai Milano 2. Laura Ferrante, Associazione Amiche di ABCD 3. Enza Panebianco, Femminismo a sud 4. Paola Ciccioli, Donne della realtà 5. Cristina Molinari, Presidente Pari O Dispare 6. Giorgia Vezzoli, Vita da streghe 7. Tiziana Scalco, Comitato Immagine differente Costituendo Centro Interuniversitario in "Culture di genere": 8. Marilisa D'Amico, Università degli Studi di Milano 9. Carmen Leccardi, Università Milano Bicocca 10. Paola Chessa Pietroboni, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano 11. Ambrogia Cereda, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano 12. Lucia Ruggerone, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano 13. Carla Lunghi, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano 14. Paola Dubini, Università Bocconi di Milano 15. Valeria Bucchetti, Politecnico di Milano 16. Giovanni Baule, Politecnico di Milano 17. Maria Tilde Bettetini, Iulm di Milano 18. Mauro Ferraresi, Iulm di Milano 19. Arianna Censi, Commissione Pari Opportunità Provincia di Milano 20. Teresa Chironi, Presidente C.P.O. Enea di Roma 21. Elena Vecchio, Federmanager Minerva 22. Elisabetta Ruspini, Laboratorio In Chiaro – Università Milano Bicocca 23. Siusi Casaccia, Presidente Coordinamento italiano LEF (Lobby europea delle donne) 24. Mirella Ferlazzo, Presidente Comitato unico garanzia per le Pari Opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni del Ministero dello sviluppo economico 25. Piattaforma "Lavori in corsa: 30 anni di Cedaw" 26. Barbara Spinelli, Giuristi Democratici 27. Ines Patrizia Quartieri, Consigliera del Comune di Milano 28. Marco Malfi Chindemi, co-autore del documentario "Il corpo delle donne" 29. Isabel Recavarren, Cefial (Centro di formazione e informazione dell'America latina) 30. Maria Grazia Verderame, Unaltrogeneredicomunicazione 31. Elisa Manna, Vice Presidente Comitato Media e Minori presso il Ministero dello Sviluppo Economico 32. Marco Capovilla, Presidente di Fotografia & Informazione (Associazione Italiana Giornalisti dell'immagine) 33. Francesca Sanzo, Donne pensanti 34. Simona Sorrentino, studentessa di Napoli 35. Maria Micozzi, studiosa e artista 36. Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice 37. Giovanna Cosenza, Università di Bologna 38. Simona Calà, studentessa di Savona 39. Angelita Giotta, studentessa di Bari 40. Grazia Lombardi, pensionata di Vercelli 41. Claudia Valente, studentessa 42. Sara Piermartini, docente di Viterbo 43. Manuela Fisichella, pubblicitaria di Catania 44. Emma Baeri, ricercatrice universitaria in pensione di Catania 45. Nella Condorelli, referente italiana della Red Mediterania e direttore del magazine "Women in the city" 46. Gabriella Cims, promotrice dell'Appello Donne e Media 47. Giulia Salomoni, studentessa di Parma 48. Maria Laura Giove, studentessa di Bari 49. Marina de Carneri, psicoanalista di Trento 50. Antonella Festa, Docente secondaria superiore – Comitato 8 Marzo – Perugia 51. Francesca Brezzi, docente di filosofia morale università RomaTre, delegata del Rettore per le P.O., Presidente dell'Osservatorio interuniversitario di studi di genere (GIO) 52. Marcella Bravetti, presidente Comitato internazionale 8 marzo 53. Nadia Favalli, 54. Paola Mazzei, archeologa di Roma 55. Annapaola Fortunato, studentessa di Napoli 56. Silvia Cappelli – Impiegata EPR – Firenze 57. Eugenia Brandimarte – studentessa di Perugia 58. Eliana Esposito – fotografa freelance – Napoli 59. Nadia Libera Imbroglini – direttivo – Perugia 60. Ropelato Silvia - impiegata – Trento 61. Silvana Pierini – commessa – Rimini 62. Rossana Casalegno – insegnante e psicologa in pensione 63. Alessandra Valle – Sociologa – Napoli 64. Raffaella Paolone – studentessa 65. Lorella Zanardo – il corpo delle donne – consulente – Milano 66. Stefania Nappini – Centro Pari Opportunità – Arezzo 67. Letizia Gianni – studentessa – Terni 68. Raffaella Baccolini - Docente Lett. Americana e Studi di Genere, U. Bologna – Bologna 69. Lucrezia De Carolis – studentessa – Brindisi 70. Beatrice Spallaccia - studentessa – Bologna 71. Angela Greco – sociologa – Napoli 72. Maria Cappello - infermiera – Perugia 73. Giuseppina Sciarrillo – ostetrica – Perugia 74. Claudia Loreto - impiegata – Perugia 75. Angelica Grieco – antropologa – Perugia 76. Marina Toschi - consigliera di parità reg UMBRIA – Perugia 77. Anna Pastinese - psicologa – Napoli 78. Claudia Moriggi - pensionata – Roma 79. DonneInNetwork.it – giornalismo di genere – Roma 80. Daniela Drigo – docente educazione fisica – Gorizia 81. Giuliana Bruni - precaria agricoltura biologica – Perugia 82. Federica Rusciadelli - insegnante – Pesaro-Urbino 83. Lorella Natalizi - Arteterapeuta – Perugia 84. Vincenzina Mercuri - insegnante – Milano 85. Stefania Prestopino – Associazione Donne Pensanti – Bologna 86. Fernanda Ronchitelli – pensionata – Lucca 87. Giannina Zorzin - impiegata – Gorizia 88. Ivonne Banco – psicoteraspeuta, psicodrammatista – Viterbo 89. Erika Belelli – psicologa – Macerata 90. Emily Umbria - Pres. Silvia Fringuello – associazione – Umbria 91. Rita Fini – impiegata pubblica – Terni 92. Laura Ricci – Direttora del quotidiano www.orvietonews.it – Orvieto (TR) 93. Nanda Rago - Pittrice – Milano 94. Silvia Albonetti – impiegata – La Spezia 95. Maria Pia Ammirati – Presidente Commissione Pari Opportunità RAI

silvian

 Milano, 18 febbraio 2011 le Associazioni DonneInQuota e Amiche di ABCD scrivono allo IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria):

Le immagini della campagna pubblicitaria Silvian Heach che occupano gli spazi a Milano, offrono alla vista giovani fanciulle che per proporre alla vendita vestiti, alludono inequivocabilmente al sesso. In una si allude ad una prestazione sessuale orale, nell'altra si scoprono natiche nude e invitanti. Chiediamo a voi di rimuovere i manifesti e chiediamo l’intervento dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitario, in quanto il messaggio è allusivo e provocatorio oltre i limiti accettabili. La pubblicità stradale, si rivolge ad un pubblico che la subisce, non potendola selezionare. Spesso è anche un pubblico giovane e di bambini, che non possiede la capacità di selezionare criticamente l'immagine, posto che in ogni caso le immagini servono proprio ad abbattere le barriere di autodifesa critica, sia di adulti che giovani. In questo caso veicola stereotipi ed immaginari che minano una corretta crescita dell'identità di genere. In altre, ma analoghe occasioni (sentenza n. 103/2010 del 22/9/2010) già l'organo di autodisciplina ha dichiarato ".... la rappresentazione, per gli inequivoci simboli fallici e gli espliciti richiami ad un rapporto orale, risulta marcatamente indecente e volgare, tale da trascendere i limiti del semplice cattivo gusto e della decenza e da turbare il pubblico dei destinatari, palesando una violazione dell'art. 9 del Codice”. Una rappresentazione che si pone altresì in contrasto con l'art. 10 del Codice, in quanto lesiva della dignità della persona: l'atteggiamento della donna non lascia adito a dubbi sull'idoneità dell'immagine a ledere l'essenza e la dignità della donna. Situazioni come quella rappresentata si collocano, infatti, tipicamente nella sfera dell'intimità e dell'emotività più profonda cosicché l'allusione ad esse o la loro raffigurazione in contesti del tutto gratuiti provoca forte disorientamento.” Siamo convinte che i prodotti vadano pubblicizzati per le sue qualita' intrinseche e non perche', al prodotto probabilmente privo di qualita' da evidenziare, si affianchi, come nel caso in oggetto, la vista di parti di corpi di donne che alludono a prestazioni e disponibilità sessuali. Siamo convinte che per i numeri di audipress, per la stampa o auditel per la tv o altri misuratori di audience o per il "mercato" non si debba essere disposte ad accettare tutte le immagini proposte e nemmeno che queste non possano essere confuse con espressioni artistiche. Restiamo a Vostra disposizione e in attesa di riscontro.lettera.pdf

Lo IAP risponde:

Segnalazione pubblicitaria Silvian Heachrilevato su affissioni diffuse nelle città di Milano, Genova e Roma nel mese di febbraio 2010 Desideriamo informarVi che il Comitato di Controllo, in data 24/2/11, ha emesso nei confronti del messaggio pubblicitario in oggetto ingiunzione di desistenza per la violazione degli artt. 1 - Lealtà della comunicazione commerciale -, 10 - Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona - e 11 - Bambini e adolescenti - del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il provvedimento ingiuntivo acquisterà efficacia di decisione allo scadere del termine previsto dall’art. 39 del Codice, ovvero il 7 marzo p.v., qualora la parte non proporrà motivata opposizione. Vi terremo sollecitamente informati sul seguito della pratica. RingraziandoVi per l’apprezzata collaborazione, porgiamo i nostri migliori saluti. I.A.P. La Segreteria 

Silvian Heach si oppone al provvedimento del Comitato di Controllo, il caso viene trasferito al Giurì (sempre dello IAP) che:

Nella riunione del 29 marzo scorso, l’organo giudicante dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha emesso il seguente dispositivo: "Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata è contraria agli articoli 1, 10 e 11 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, e ne ordina la cessazione.” Potrete trovare una sintesi della decisione nel nostro sito internet www.iap.it, nella sezione "Le decisioni del Giurì e del Comitato di Controllo" non appena il relatore depositerà la motivazione. RingraziandoVi per la considerazione, porgiamo i migliori saluti. La Segreteria

OGGETTO: Pubblicità Dinamica Materassi Pirelli

pirelli

Dal calendario agli autobus della città e provincia

 

Il Calendario Pirelli, sinonimo di foto d'autore e erotismo, può piacere o non piacere. Un calendario si può comprare e non comprare. Si può scegliere. L'autobus per andare a lavorare no, per andare a scuola no.

Non condividiamo quindi la scelta di trasportare lo stile del Calendario Pirelli agli autobus pubblici. Non ci importa se le foto sono d'autore, belle e levigate, resta il fatto che i corpi di donna sempre più nudi vengono accompagnati più o meno volgarmente a campagne pubblicitarie.

Cioè per vendere prodotti. Per competere sul mercato e realizzare profitto, il corpo della donna è trattato come merce di scambio in troppe pubblicità. Quando vediamo una campagna pubblicitaria in cui è esposto un corpo di donna nudo o, in altre occasioni i suoi pezzi, per vendere prodotti ci chiediamo e chiediamo a creativi e pubblicitari: perchè usare l’immagine di un corpo di donna nudo? Per una questione artistica? per una questione estetica? o perchè si presume che il corpo di donna, oggetto di desiderio, seduca e inducendo desiderio di possesso, produca un acquisto d’impulso, a prescindere dal valore e dalle caratteristiche del prodotto commerciale. In qualche misura il corpo della donna in tali posture e occasioni, sarebbe l’unica motivazione all’acquisto, poiché come merce acquistata se ne potrà fare quello che si vuole.

Condividiamo le parole del Presidente di Pubblicità Progresso Alberto Contri .".....Fare il pubblicitario con classe, buon gusto e professionalità è ben altra cosa rispetto a comunicatori improvvisati che ricorrono a questi miserabili trucchetti."

Chiediamo alla Società e allo IAP di provvedere al ritiro della Campagna Pubblicitaria, in virtù degli articoli del Codice di autodisciplina pubblicitaria e della Risoluzione europea del 3/9/2008 che invita gli Stati membri a provvedere con idonei mezzi affinché il marketing e la pubblicità garantiscano il rispetto della dignità umana e dell'integrità della persona, non comportino discriminazioni dirette o indirette, e alle Istituzioni locali, comunali, provinciali e regionali per l'attuazione della risoluzione e al recente Protocollo di Intesa tra il Ministero delle Pari Opportunità e l'Istituto di Autodisciplina.

lettera.pdf

 

Risposta dello IAP

Messaggio pubblicitario Pirelli “Pirelli’s Dream. Naturale perfezione”, relativo ai materassi Pirelli                                                                                                                           

Con riferimento al messaggio “Pirelli” diffuso per affissioni, desideriamo informarVi che il Comitato di Controllo ha ritenuto opportuno sollecitare, una riflessione critica da parte dell’inserzionista proprio riguardo alle modalità comunicazionali adottate. La società inserzionista ha prontamente risposto e, pur sottolineando la ricercatezza formale dell’immagine, che non contiene elementi maliziosi o di facile erotismo, non ha escluso la fondatezza dell’opinione del Comitato di Controllo secondo cui la campagna sia poco adatta ad un utilizzo per affissioni. Il mezzo infatti impone la visione del messaggio indistintamente a chiunque, potendo essere recepito anche dai bambini. Ciò considerato, la società inserzionista, preso atto delle segnalazioni ricevute dal Comitato di Controllo, che evidenziano una decodifica del messaggio verso approdi diversi da quelli che erano nelle intenzioni e nello spirito originario, ha manifestato il proprio impegno a non utilizzare in futuro questo soggetto creativo, dato che allo stato la campagna è cessata, nelle affissioni. Il caso pertanto è stato archiviato. RingraziandoVi per la considerazione, inviamo i nostri migliori saluti. I.A.P. La Segreteria 

nero

Troviamo di pessimo gusto la scelta promozionale, del gruppo DAVENIA. Proprio alle donne, nelle giornate del 14 febbraio e 8 marzo, infatti il gruppo dedica in omaggio una bottiglia di vino, il NERO DI TROIA. Scelta che risulta offensiva, specie perché utilizza due giornate dedicate alla figura femminile già troppo impropriamente e volgarmente abusata da molte pubblicità solo con l'intento di incentivare le vendite. Il gruppo DAVENIA, in catalogo annovera una vasta gamma di cibi e bevande tipici della Puglia, ben oltre a questo vino nero, DOC e IGT. Lo stesso Consorzio di produzione del vino Doc ammette che il vino in oggetto, è conosciuto nella regione e anticamente con diversi sinonimi: Uva di Canosa o di Barletta o della Marina, Sumarello, Tranese. Si consiglia pertanto, l'utilizzo degli abbondanti sinonimi atti a designare il prodotto, proprio per non aggravare di ulteriori polemiche un contesto politico e sociale già particolarmente sollecitato in tal senso, negli ultimi tempi. Le date e il senso conosciutissimo delle parole che fanno parte della denominazione del vino promozionato non lasciano dubbi sull'intento allusivo, che risulta offensivo proprio nella giornata simbolo della relazione affettiva, banalizzando la relazione tra uomo e donna, che in questo periodo avrebbe bisogno di essere riportata su un confronto rispettoso e paritario, e ha sdegnato diverse cittadine che ci hanno segnalato il loro forte disappunto. Inoltre i 18 femminicidi, dall'inizio dell'anno subiti proprio all'interno delle relazioni affettive per eccellenza, richiederebbero una sobrietà maggiore nella comunicazione. Chiediamo ai negozi DAVENIA e allo IAP di provvedere al ritiro della comunicazione promozionale territoriale, dai comuni di Trezzano e Buccinasco e/o dovunque la società abbia deciso di distribuirlo. anche in ragione del Protocollo di Intesa firmato tra il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, e l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, e ai sensi degli articoli 1, 6 e 10 dello statuto di autodisciplina pubblicitaria e in ottemperanza della risoluzione europea 2038 del 3/9/2008. Cordialmente Associazione DonneInQuota Associazione Amiche di Abcd lettera.pdf

 

La risposta dd. 17/02/2011

Buongiorno, sono Milena, responsabile pubblicitaria del Gruppo Davenia. Con la presente sono ad informarVi che la distribuzione dei volantini in oggetto è stata bloccata. Abbiamo riflettuto sulla pubblicità alla luce delle perplessità da Voi espresse e ci siamo resi conto che poteva, effettivamente, essere travisata. In realtà, non era assolutamente mia intenzione (in quanto anch’io donna), né tanto meno del gruppo Davenia, offendere la dignità della donna. Avendo in magazzino delle scorte di bottiglie di questo vino, abbiamo deciso di smaltirle più velocemente tramite l’elargizione di omaggi alle donne, visto che, in genere, la percentuale di signore che viene a fare la spesa è maggiore di quella degli uomini (questo è un dato di fatto). La denominazione “nero di Troia” (I.G.T.) è attribuita, dall’ente preposto a tale funzione, ad un vino prodotto con le uve di una determinata zona geografica; le bottiglie in oggetto riportano, in etichetta, tale denominazione tipica e non ci è possibile, quindi, pubblicizzare il vino in modo differente. E’ da sottolineare che tutte le aziende vinicole che producono questa tipologia di vino utilizzano la denominazione in questione. La concomitanza di questi fattori ha evidentemente portato ad un fraintendimento, per il quale ci scusiamo; ma, voglio sottolinearlo nuovamente, la denigrazione della figura femminile è una pratica lontana dalla nostra logica aziendale e da quella dei membri della dirigenza del Gruppo. PorgendoVi i nostri più cordiali saluti, Vi auguriamo una buona giornata.

Sottocategorie

subscribe-button

 

 

 

Logo CG