Donne in quota

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E' stato pubblicato il Rapporto GMMP Italia tradotto in italiano! A titolo informativo, vi comunichiamo che lo è stato inviato anche al Centro Studi Istituzioni della Camera dei Deputati, che l'hanno richiesto. Può essere trovato a questo indirizzo internet: http://www.osservatorio.it/cont/gmmp/cont_gmmp4.php(è l'ultimo file dell'elenco).

Buona lettura

 

INCONTRO DI SENSIBILIZZAZIONE Sulle tematiche del sessismo in pubblicità e sulle radici culturali della violenza sulla donna con la presentazione dell’Associazione Protocollo contro la Pubblicità Sessista tenuta da Ico Gasparri presidente dell’associazione e artista sociale Interverranno altre componenti del consiglio direttivo Seguirà seminario collettivo con il pubblico sulla lettura e decodifica delle immagini pubblicitarie sessiste Lunedì 14 dicembre 2009 ore 20,35 Presso Auditorium Ca’ Granda Viale Ca’ Granda 19 - Milano Ingresso gratuito Con il patrocinio del Comune di Milano Consiglio di Zona 9 Milano invito

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Global Media Monitoring Project (GMMP) 2009                                                                                                                                                                                       Il giorno 10 novembre 2009, in 127 paesi di tutto il mondo si è svolto un progetto di monitoraggio dell’informazione di radio, tv, stampa e internet per analizzare in che modo le donne vengono rappresentate dai mezzi di informazione e contribuiscono a costruire l’agenda delle notizie. Dall’Argentina allo Zimbabwe, passando per il Bangladesh e lo Yemen, le Barbados e l’Italia, l’Australia e il Canada, i quotidiani nazionali e i servizi giornalistici trasmessi in radio, tv e in Internet, sono stati analizzati nell’ambito di un progetto mondiale di monitoraggio dei media: il Global Media Monitoring Project (GMMP). Il GMMP è promosso e coordinato a livello internazionale dalla World Association for Christian Communication (WACC), associazione con base a Toronto, e a livello italiano dall’Osservatorio di Pavia, insieme all’Università degli Studi di Padova. Si tratta della più grande iniziativa internazionale di ricerca, sensibilizzazione e promozione delle pari opportunità nel campo del giornalismo e dell’informazione: l’obiettivo finale è l’avanzamento dell’equità di genere incoraggiando una rappresentazione e un’immagine giusta ed equilibrata di uomini e donne nei media e per mezzo di questi. Il progetto si fonda sulla partecipazione volontaria di associazioni della società civile, studentesse e studenti, ricercatori e ricercatrici universitari, professioniste dei media, persone comuni: organizzati su base nazionale, questi gruppi di lavoro hanno analizzato migliaia di notizie, tratte dai rispettivi media nazionali, in termini d’imparzialità ed equilibrio nella rappresentazioni femminili e maschili veicolate nelle notizie di attualità. Nato nel 1995, in occasione della IV Conferenza Mondiale sulle Donne di Pechino, il progetto si collega direttamente all’obiettivo strategico J della Piattaforma di Azione approvata dalle Nazioni Unite: J.1 “Aumentare la partecipazione e l’accesso delle donne all’espressione e al decision-makingnei e attraverso i media e le nuove tecnologie della comunicazione” e J.2 “Promuovere una rappresentazione bilanciata e non stereotipata delle donne nei media”. Edizioni successive del monitoraggio si sono svolte (anche in Italia) nel 2000 e 2005. Si dice spesso che i media sono riflesso della società; ma il monitoraggio svolto nel 2005 ha dimostrato chiaramente che le donne sono praticamente inesistenti nelle notizie dei media: nelle notizie di tutto il mondo, 4 persone su 5 (79%) erano uomini e comunque solo il 10% delle notizie aveva come personaggio principale una donna. Fra i dati relativi all’Italia, emersi dall’edizione GMMP 2005:

  • · la rappresentazione delle donne nelle notizie, come persone protagoniste delle storie raccontate o come persone intervistate a vario titolo, si attesta al 14%;
  • · le donne sono incluse soprattutto in articoli o servizi relativi a Criminalità e Violenza;
  • · le donne risultano meno rappresentate sotto il profilo professionale o di status sociale rispetto agli uomini;
  • · la presenza delle donne giornaliste è paritaria, se non leggermente maggiore; ciononostante il giornalismo femminile non sembra favorire la rappresentazione delle donne.

I dati raccolti attraverso le attività del monitoraggio saranno analizzati da WACC in partnership con Media Monitoring Africa e Gender Links, entrambi con sede in Sudafrica. Le ricerche condotte, con approfondimenti di tipo qualitativo, si baseranno su esempi concreti e metteranno in luce come alcune abitudini e pratiche giornalistiche consolidate generano notizie che rinforzano gli stereotipi, mentre altre esprimono un giornalismo più sensibile al genere. Un primo Rapporto con i dati del progetto verrà pubblicato in occasione della 54ma sessione della Commissione delle Nazioni Unite sullo Status delle Donne (revisione di Pechino+15, marzo 2010), contestualmente alla valutazione degli Obiettivi del Millennio dell’ONU. Un Rapporto globale e diversi Rapporti nazionali saranno disponibili entro settembre 2010. In Italia saranno organizzati diversi eventi e adottate differenti modalità per la diffusione dei risultati, sia relativi al panorama nazionale che internazionale UNIFEM, il Fondo di Sviluppo delle Nazioni Unite per la Donna, sostiene il progetto e riconosce l’importanza del tema di un equilibrio di genere nei media del mondo intero. La Federazione Internazionale dei Giornalisti e numerose associazioni nazionali che lavorano nel campo dei media sono impegnate nel progetto. Per saperne di più si veda il sito ufficiale del GMMP: www.whomakesthenews.org Una presentazione in lingua italiana del GMMP è disponibile sul sito dell’Osservatorio di Pavia, all’indirizzo: www.osservatorio.it Per informazioni: Monia Azzalini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Claudia Padovani Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lettera alla Società De Longhi per lo spot televisivo "Colombina De Longhi"

 

Gentili signore/i, nel nuovo spot della “Colombina De Longhi”

sul divano ci sono marito e due figli (ovviamente un maschio e una femmina emblema della famiglia felice) che mangiano snack sbriciolando dappertutto. Arriva la mamma felice che imbraccia la sua "Colombina" e allegramente aspira tutte le briciole mentre i tre si legano alla cintura di sicurezza del divano per non farsi aspirare. Finito di pulire il bambino ricomincia a mangiare snack, viene guardato male dal padre, ma più per la paura di subire un nuovo attacco da parte della mamma munita di “Colombina”, che per autorità educativa paterna.Lo spot è altamente diseducativo perché:

  • emerge totale mancanza di rispetto nei confronti di colei che svolge il lavoro di cura quotidianamente
  • veicola messaggi antiquati legati a stereotipi e luoghi comuni

Da un'azienda che produce elettrodomestici, e che quindi ha un ruolo di fondamentale importanza nell'alleggerire il lavoro di cura grazie all'applicazione alla sfera del quotidiano dell'innovazione tecnologica, ci aspettavamo una coscienza di genere maggiore: la donna, quando pulisce, non è contenta, soprattutto se ha una famiglia, come quella illustrata nello spot, che si disinteressa dell'ordine e della pulizia. Inoltre, in orario di cena – prima serata, i bambini che vedono la vostra pubblicità pensano inconsciamente di essere autorizzati a sporcare, a dare per scontato che tanto la mamma pulisce. Un target così giovane non riesce ad operare una critica. Se è vero che la pubblicità è lo specchio dei tempi, noi donne – madri – lavoratrici di oggi non ci riconosciamo in questo spot che riteniamo veicoli vecchi concetti non più aderenti alla realtà, che comporta una divisione dei compiti tra uomo e donna all’interno del nucleo famigliare. Possibile che la creatività possa solo esprimersi attraverso lo stereotipato e vecchio messaggio di servitù di mogli/madri nei confronti di mariti e figli? Possibile che la creatività non trovi altre forme di espressione per evidenziare vantaggi e performance di un prodotto di qualità come “la Colombina”? Proponiamo infine una soluzione ai pubblicitari che hanno ideato questo spot: perché non lasciare che sia l'uomo colui che pulisce l'appartamento (perlomeno nel secondo “attacco” dell'elettrodomestico)? Se davvero la nuova Colombina è tanto semplice da usare e da pulire, allora anche un individuo di sesso maschile, per puro luogo comune da voi ben evidenziato più avvezzo alla sporcizia piuttosto che alla cura domestica, può imbracciare la nuova aspirapolvere e fare piazza pulita delle briciole su pavimento e suppellettili. Questa soluzione sarebbe innovativa, perché introdurrebbe finalmente un'ottica di genere nella pubblicità degli articoli per la casa, ma non solo: l'uomo casalingo sarebbe l'elemento che permetterebbe al pubblico di ricordare la Colombina come l'elettrodomestico così semplice e agile da usare che anche un uomo può farlo. Chiediamo comunque anche in questo caso che la scena con il bambino che ricomincia a sporcare sia comunque tagliata in quanto diseducativa per i motivi sopradetti. Vi chiediamo dunque o la sospensione della pubblicità o la modifica di questa con l'ottica di genere sopra esposta. In attesa di Vostra sollecita risposta, porgiamo distinti saluti. Le Associazioni DonneInQuota Amiche di ABCD

 

 

 

 

amiche diq

Dal 7 al 12 novembre avremo a Milano l’Anfora, testimone e simbolo della Staffetta di Donne contro la violenza sulle Donne, iniziativa nazionale promossa da Udi, Unione Donne in Italia che ha avuto inizio il 25 novembre dello scorso anno a Niscemi, e si conclude il 25 novembre di quest’anno a Brescia. All’interno di questa iniziativa le Associazioni DonneInQuota e Amiche di ABCD, continuando un percorso di contrasto ai contenuti lesivi della dignità della donna sui media, propongono una tavola rotonda:

Televisione, pubblicità, giornali. Contrastare gli stereotipi

per prevenire la violenza

 

11 NOVEMBRE 2009 - ORE 20,30

 

Negozio Civico CHIAMAMILANO

Largo Corsia dei Servi - Milano

Saluti di Anna Maria Spina, UDI - Unione Donne In Italia

 

PATRIZIA INES QUARTIERI Presidente Commissione Pari Opportunità Comune di Milano

dialoga con:

 

MONIA AZZALINI Osservatorio di Pavia

GIANNI BIONDILLO scrittore

ANTONELLA EBERLIN portavoce delle Associazioni DonneInQuota e AmichediABCD

MAURO FERRARESI docente di Linguaggio della Pubblicità - IULM Milano

ICO GASPARRI Presidente Associazione Protocollo Contro La Pubblicità Sessista

 

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