Donne in quota

ELEZIONI REGIONE PUGLIA - SETTEMBRE 2020

IL GOVERNO INTRODUCE LA DOPPIA PREFERENZA

31 luglio 2020

Con il decreto legge che oggi il Governo ha approvato, le elettrici e gli elettori pugliesi che andranno alle urne dopo l’estate voteranno con le stesse modalità della maggior parte delle Regioni, nel rispetto della Costituzione e delle leggi nazionali.

Per la prima volta nella storia della Repubblica, il Governo è intervenuto in un ordinamento regionale. Non potevano prevalere miseri interessi di bottega, a scapito di una norma anti-discriminatoria, senza la quale sarebbero state penalizzate ancora una volta le candidature femminili.

I pugliesi hanno diritto ad essere amministrati da una Giunta (oggi solo 1 donna su 9 assessori) e da un Consiglio regionale con più donne di quello uscente (solo 5 donne su 51).

Dieci anni d’impegno delle coraggiose donne pugliesi, appoggiate da associazioni nazionali e locali, hanno portato a questo risultato il cui valore non è limitato al caso specifico e rappresenta più in generale un precedente importante per la ricerca del difficile equilibrio tra autonomia regionale e rispetto delle leggi nazionali.

Le donne, dalle Madri Costituenti alle pugliesi di oggi accomunate dalla lotta per il pieno stato giuridico delle donne, hanno dimostrato ancora una volta di essere “fattore di cambiamento”.

DonneinQuota e Rete per Parità, impegnate da anni per l’approvazione di norme di garanzia di genere nelle leggi elettorali in Puglia e in altre Regioni, ringraziano il Presidente Conte, i Ministri Boccia e Bonetti e l’Intergruppo parlamentare per i diritti delle donne per l’importante risultato che lascia sperare nella soluzione della questione anche nelle Regioni finora inadempienti. Inclusa la Calabria le cui elezioni potrebbero essere annullate da un ricorso pendente per questo e altri motivi.


Francesco Boccia

31 luglio 2020

PARITÀ UOMO DONNA È DIRITTO UNIVERSALE. GOVERNO DI PAROLA, OPPOSIZIONI RESPONSABILI

L'intervento urgente del governo in Cdm per inserire la doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale pugliese si è reso necessario per garantire l'impegno assunto sul rispetto di una norma che in Puglia non era stata prevista.

Non competono al governo valutazioni di tipo politico ma la questione della doppia preferenza appartiene a quella categoria di diritti universali nei quali questo governo e questa maggioranza si rispecchiano. Il consiglio regionale della Regione Puglia avrebbe potuto agire nella sua sfera di autonomia ma, in assenza di decisioni, siamo intervenuti per garantire pari condizioni in vista delle elezioni previste per il 20 e 21 settembre.

Con questo decreto riteniamo di aver compiuto un passo decisivo e indispensabile per assicurare la pari dignità di accesso alle consultazioni elettorali tra uomini e donne che va sempre garantita. Incrementare la presenza femminile nelle istituzioni non è una battaglia ideologica ma un dovere morale e civile di una democrazia matura che guarda al futuro con serietà e speranza.

Un grazie particolare a tutte le opposizioni per il senso di responsabilità mostrato su un tema di interesse collettivo; a Laura Boldrini e all’Intergruppo per i diritti delle donne; a Noiretedonne, DonneinQuota, Rete per la Parità,l’associazione 2votimegliodi1 che, con tutte le altre associazioni, hanno incalzato le istituzioni per il raggiungimento di questo risultato.

L’attivazione dei poteri sostitutivi è stato un atto doveroso

Francesco Boccia

28 luglio 2020

Sulla parità di genere nelle leggi elettorali il governo ha già deciso, nessun passo indietro: o i consigli regionali inadempienti si adeguano o interverrà lo Stato centrale. Non ci sono più alibi.

L'ho ribadito anche oggi ad alcune delle associazioni protagoniste impegnate in prima linea in questa battaglia di civiltà: da DonneinQuota a Rete per la Parità, a Noi Rete donne.


COMUNICATO STAMPA

No del Consiglio regionale alla doppia preferenza in Puglia. Una squallida vicenda la cui soluzione spetta ora al Governo nazionale.

Dovrà essere ll Consiglio dei Ministri, probabilmente nella riunione di oggi 29 luglio 2020, convocata per le ore 20, a risolvere la penosa vicenda che si è conclusa in Puglia stanotte alle 2,30 con la mancata approvazione della modifica alla legge elettorale regionale per l’introduzione della doppia preferenza di genere. Un nulla di fatto ha segnato il percorso che dalla moral suasion ha portato alla diffida del Governo alla Puglia.

E’ già pronto il decreto legge da approvare, che riguarderà anche le altre Regioni a statuto ordinario inadempienti: Calabria, e Piemonte.

Lo aveva preannunciato ieri il Ministro Boccia, durante l’incontro online con la Rete per la Parità e DonneinQuota, che si è svolto in contemporanea con la discussione in Consiglio della Regione Puglia sulle modifiche alla legge elettorale. “L’incontro con il Ministro ha fatto seguito alle nostre varie attività di pressione svolte da circa un decennio accanto alle coraggiose donne pugliesi, e, in particolare, in questi ultimi mesi, all’invio della lettera del 30 ottobre 2019 alla Ministra Bonetti e al Ministro Boccia, con la quale abbiamo chiesto un loro intervento urgente affinché le Regioni ancora senza doppia preferenza si adeguassero prima di andare al voto.” Dichiara Donatella Martini, presidente di DonneinQuota. “Speriamo che l’azione congiunta della Ministra alle Pari Opportunità e del Ministro agli Affari Regionali e l’intervento dell’intero Governo pongano fine a questa penosa vicenda. In ogni caso andremo avanti anche se si dovesse prospettare un ricorso alla Corte costituzionale.” dichiara Rosanna Oliva de Conciliis, presidente della Rete per la Parità, l’associazione che ha presentato propri atti d’intervento presso la Corte costituzionale a sostegno, nel 2016, del ricorso per l’attribuzione del cognome materno e, nel 2019, in difesa della Legge Merlin.

Non deve venir meno, secondo le due associazioni, la fiducia nelle Istituzioni democratiche, nonostante gli squallidi comportamenti di resistenza della Puglia, di altre Regioni e di alcune Province autonome ad adeguarsi ai principi costituzionali e alle leggi nazionali. Con la diffida del Governo alla Puglia abbiamo avuto il primo esempio nella storia repubblicana in cui il Governo ha preannunciato che eserciterà il proprio potere sostitutivo nei confronti delle Regioni. Questione da tempo all’attenzione della dottrina, che proprio in questi giorni è stata approfondita dalla costituzionalista Tania Groppi che ha esposto i motivi a favore di tale possibilità.

E’ dovere del Governo evitare un’ inaccettabile frammentazione del sistema normativo a livello regionale. Ci si augura che nel Consiglio dei Ministri l’obiettivo di dimostrare che l’Italia è una e indivisibile prevalga sulle tensioni derivanti dall’imminente campagna elettorale che vede proprio in Puglia le forze di Governo presentarsi con candidati diversi. L’Italia è nazione dal 1860 e i consiglieri pugliesi farebbero bene a ricordarselo. Non hanno neanche considerato che questo tentativo di mantenere la politica esclusivamente in mani maschili costituisce un autogol: finisce, infatti, per rafforzare le polemiche e le perplessità provocate in questa fase di pandemia in merito alle competenze regionali e, in particolare, a quella della Sanità.

Italia, 28.07.2020

Donatella Martini e Rosanna Oliva Associazioni DonneinQuota e Rete per la Parità.

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. cell. 3356161043

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