Donne in quota

Nel giro di 2 giorni non solo è stata affondata Josefa Idem, ma 5 minuti dopo è stato mandato a picco anche il suo ministero, che includeva una già asfittica delega alle "pari opportunità". Le sue deleghe, infatti, sono state"redistribuite" qua e là, ad altri ministeri già esistenti - e specie lo sport, con tutti i suoi lucrosi affari, è ora meglio sotto controllo.

Come in tutte le sequenze entropiche, di governo in governo (e di scippo in scippo), anche questa volta la qualità delle deleghe (già scarsa) ha perso in potenzalità ed efficienza (il processo è sempre inverso quando l'efficacia si riferisce a far ballare soldi che finiranno in tasche private, ovviamente). C'è da dire che la nuova delegata alle P.O. (la viceministra Cecilia Guerra) è molto brava, speriamo solo che vorrà adottare la stessa linea dell'ascolto dal basso già inaugurata da Idem, e riprendere il filo di quanto già si stava facendo.

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Il 24 giugno la Ministra per le Pari Opportunità si è dimessa. Per errori suoi, certo: ma soprattutto dopo essere stata investita da attacchi di una violenza senza precedenti; da cui quasi nessuno l'ha difesa (a partire dal suo stesso partito). E cosa ne è seguito? in meno di 48 ore il suo Ministero è stato spazzato via: il 26 giugno, infatti, durante il Consiglio dei Ministri, il premier Letta ha smembrato il Ministero alle Politiche Giovanili, allo Sport e alle Pari Opportunità. Dopo le dimissioni della ministra Idem, cioè, anziché nominare una nuova ministra adeguatamente competente, ha svilito ulteriormente un istituto già insufficiente, scaricandone le deleghe ad altri ministri, già gravati di diverse problematiche.

Leggi tutto: Esigiamo un Ministero per le pariopportunità ! vi invitiamo tutte ad aderire a questo evento,...

Comunicato stampa

La Rete per la Parità, preoccupata per l’annuncio che le deleghe della ministra dimissionaria potrebbero essere ridistribuite all’interno dell’attuale compagine governativa, chiede, se questa fosse la soluzione temporanea dettata dall’urgenza, che si individui almeno anche una sottosegretaria con la delega alle Pari Opportunità.

La Rete per la Parità, che riunisce associazioni nazionali e Università, ritiene comunque utile, se non necessaria, la nomina di una nuova ministra, e chiede che la scelta rimanga estranea a vecchie logiche spartitorie e sia sostenuta anche dalla consultazione di associazioni e gruppi impegnati su queste tematiche.

Leggi tutto: Dimissioni IDEM: la Rete per la Parità chiede la nomina di una nuova ministra alle Pari Opportunità.

"Constatiamo sconcertate in che modo miope e vigliacco il nostro Consiglio regionale stia perdendo la storica occasione di riscrivere la legge elettorale per la Sardegna tenendo conto del principio della parità fra uomini e donne. La bocciatura della doppia preferenza di genere appena avvenuta, per giunta a scrutinio segreto, è e rimarrà una delle pagine buie di questa esperienza politica. Eppure c’è il recente esempio fornito dalla legge 215/2012, che ha modificato il sistema elettorale dei comuni, con l’introduzione di questa misura. La stessa legge prevede la predisposizione di norme che permettano di incentivare l’accesso del genere sottorappresentato nelle assemblee elettive delle regioni. Il principio già esiste a livello costituzionale (art. 117, settimo comma, Cost).

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Monica Cirinnà: violazione continua della par condicio di genere

Ogni par condicio di genere, in barba a proclami e contratti di servizio, e all'art. 51 della Costituzione, è costantemente disattesa. In vista delle elezioni del 26-27 maggio, Monica Cirinnà presenta un'interrogazione al ministro dello Sviluppo economico e a quello delle Pari opportunità.

Fonte:  http://politicafemminile-italia.blogspot.it/2013/05/monica-cirinna-violazione-continua.html

 

 

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