Donne in quota

Il 24 giugno la Ministra per le Pari Opportunità si è dimessa. Per errori suoi, certo: ma soprattutto dopo essere stata investita da attacchi di una violenza senza precedenti; da cui quasi nessuno l'ha difesa (a partire dal suo stesso partito). E cosa ne è seguito? in meno di 48 ore il suo Ministero è stato spazzato via: il 26 giugno, infatti, durante il Consiglio dei Ministri, il premier Letta ha smembrato il Ministero alle Politiche Giovanili, allo Sport e alle Pari Opportunità. Dopo le dimissioni della ministra Idem, cioè, anziché nominare una nuova ministra adeguatamente competente, ha svilito ulteriormente un istituto già insufficiente, scaricandone le deleghe ad altri ministri, già gravati di diverse problematiche.

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"Constatiamo sconcertate in che modo miope e vigliacco il nostro Consiglio regionale stia perdendo la storica occasione di riscrivere la legge elettorale per la Sardegna tenendo conto del principio della parità fra uomini e donne. La bocciatura della doppia preferenza di genere appena avvenuta, per giunta a scrutinio segreto, è e rimarrà una delle pagine buie di questa esperienza politica. Eppure c’è il recente esempio fornito dalla legge 215/2012, che ha modificato il sistema elettorale dei comuni, con l’introduzione di questa misura. La stessa legge prevede la predisposizione di norme che permettano di incentivare l’accesso del genere sottorappresentato nelle assemblee elettive delle regioni. Il principio già esiste a livello costituzionale (art. 117, settimo comma, Cost).

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Monica Cirinnà: violazione continua della par condicio di genere

Ogni par condicio di genere, in barba a proclami e contratti di servizio, e all'art. 51 della Costituzione, è costantemente disattesa. In vista delle elezioni del 26-27 maggio, Monica Cirinnà presenta un'interrogazione al ministro dello Sviluppo economico e a quello delle Pari opportunità.

Fonte:  http://politicafemminile-italia.blogspot.it/2013/05/monica-cirinna-violazione-continua.html

 

 

Comunicato stampa

La Rete per la Parità, preoccupata per l’annuncio che le deleghe della ministra dimissionaria potrebbero essere ridistribuite all’interno dell’attuale compagine governativa, chiede, se questa fosse la soluzione temporanea dettata dall’urgenza, che si individui almeno anche una sottosegretaria con la delega alle Pari Opportunità.

La Rete per la Parità, che riunisce associazioni nazionali e Università, ritiene comunque utile, se non necessaria, la nomina di una nuova ministra, e chiede che la scelta rimanga estranea a vecchie logiche spartitorie e sia sostenuta anche dalla consultazione di associazioni e gruppi impegnati su queste tematiche.

Leggi tutto: Dimissioni IDEM: la Rete per la Parità chiede la nomina di una nuova ministra alle Pari Opportunità.

E' per tutte le donne una sconfitta, e l'ennesima delusione, apprendere che la candidatura di Gabriella Luccioli a Primo Presidente della Corte di Cassazione è stata prontamente sacrificata. In vista della scadenza del mandato di Ernesto Lupo, a 50 anni dalla legge n. 66/1963 che aboliva l'ignobile divieto di accesso delle donne alla magistratura, fra gli 8 candidati alla prossima elezione figurava per la prima volta anche una donna. Una donna dall'indiscusso profilo professionale, che aveva tutti i titoli per ricoprire l’incarico. Protagonista di alcune sentenze note e altre meno note: dalla sentenza Englaro a quella (molto impropriamente) definita come "apertura ai figli nelle coppie gay", a quella che ha recentemente ristabilito l'ordine nella più brutta storia recente di bambini contesi.

Fonte: http://politicafemminile-italia.blogspot.it/2013/04/gabriella-luccioli-non-sara-primo.html

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