Donne in quota

diq A settembre, il TAR della Lombardia si pronuncerà sul ricorso con cui sono state impugnate le nomine della Giunta regionale lombarda: 16 assessori di cui 15 uomini e soltanto 1 donna, in totale contrasto con l’art. 11 dello Statuto regionale che invece prescrive «il riequilibrio di genere negli organi di governo della Regione». Ispirandosi ai valori dell’art. 3 e all’art. 51 della Costituzione italiana, nonché agli stessi scopi fondativi, DonneInQuota, associazione culturale nata dal corso “Donne, Politica e Istituzioni” promosso dal 2004 in più di 40 università itaiane dal Ministero per le Pari Opportunità e in seguito rifinanziato, da sempre ha intrapreso iniziative a favore della rappresentanza politica femminile, partecipando alla raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare 50E50 denominata “Norme di Democrazia Paritaria per le Assemblee elettive” promossa da UDI, Unione Donne In Italia, seguendo i lavori di stesura dello Statuto regionale in materia di democrazia paritaria e ultimamente scrivendo al Presidente del Consiglio regionale proprio per sollecitare l’applicazione dell’art. 11, al momento delle nomine, nonché con incontri e dibattiti a tema. Oggi, visto che la sua applicazione è stata disattesa, ci sembra naturale, sostenere i principi espressi nel ricorso, intervenendo ad adiuvandum. Durante la Festa Democratica (che si terrà a Milano dal 2 al 22 settembre), che nel 2007 ci ha visto raccogliere numerose firme per la proposta di legge 50E50, saremo ospiti nello stand dell’Associazione Donne in Rete, che ci sostiene in questo progetto. Riteniamo importante questa ospitalità, perché sappiamo quanto sia utile la rete tra Associazioni, gruppi o singole donne per raggiungere comuni obiettivi. Pensiamo che cambiare la prospettiva, aggiungendo sguardi di donne alla rappresentanza politica, cambi anche l’attenzione su tutti i problemi che riguardano le donne, oltre che al modo in cui si fa politica. Il nostro intento è quello di coinvolgere, in questa importante battaglia di democrazia paritaria, non solo chi già ha iniziato questo percorso con noi, firmando la proposta di legge 50E50, ma anche altre persone, con materiale informativo e incontri sull’argomento. Ci attiveremo allo scopo di condividere il percorso che stiamo intraprendendo e raccogliere i fondi necessari per il nostro intervento. Un’equilibrata rappresentanza femminile in Regione Lombardia è un obiettivo a favore non solo delle donne, ma dell’intera società. Vi aspettiamo. Donatella Martini La Presidentete
Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa dell'Associazione Articolo 51 relativo al ricorso al TAR per le nomine della Giunta regionale. L'Ass. Articolo 51 Laboratorio di Democrazia Paritaria comunica che Giovedì 24 Giugno 2010 tramite gli Avvocati del Foro di Milano Ileana Alesso e Massimo Clara è stato notificato alla Regione Lombardia il ricorso al TAR per l'annulamento dei decreti di nomina dei componenti la Giunta Regionale così come ufficializzati sul B.U.R.L del 29 Aprile 2010. Risulta chiaro, infatti, lo squilibrio di genere nelle nomine degli Assessori, un “15 a 1” che viola non solo l'Art. 11 dello Statuto d'Autonomia della Regione Lombardia, ma anche L'Art.25 del medesimo Statuto oltre che l'Art.51 della Costituzione Repubblicana in merito di Pari Opportunità e pari accesso alle Istituzioni siano esse Statali e/o Regionali . L'Ass. Art. 51 ritiene la composizione della Giunta inaccettabile e “impresentabile” per una Regione, quale la Lombardia è, che si presenta come motore socio-economico innovativo del Paese Italia. E' intollerabile che su 5.000.000 di donne presenti sul territorio regionale, la maggior parte delle quali ad alta scolarizzazione e posizione lavorativa, il Presidente eletto non abbia potuto trovare componenti adatte al ruolo istituzionale di Assessore,tenuto conto che lo Statuto Regionale all'Art. 25 permette al Presidente eletto di poter scegliere i membri della Giunta anche al di fuori dei Consiglieri eletti: ciò ci sembra una evidente mancanza di valorizzazione delle cittadine lombarde che non possono e non debbono essere considerate solo voti per l'urna elettorale. L'Ass.Art.51 Laboratorio di Democrazia Paritaria si augura che il ricorso possa correggere quello che consideriamo un errore accidentale di “percorso” della Giunta, che pure, nel precedente mandato, ben ha operato per le Pari Opportunità , proprio nell'aver voluto inserire, prima in Italia, l'Art.11 sulla Democrazia Paritaria, nello Statuto Regionale e siamo certe, quindi, che il Presidente Formigoni, sempre sensibile alle tematiche della politica di genere, saprà porre rimedio ad un 15 a 1 vergognoso e lesivo dell'immagine della Regione Lombardia quale Regione avanzata e innovativa. Ufficio Stampa Ass. Art.51 Laboratorio di Democrazia Paritaria
Abbiamo intervistato alcune candidate alle prossime elezioni regionali dell Lombardia, tutte hanno sottoscritto il nostro Manifesto per le politiche di genere
Chiara Cremonesi Candidata per Sinistra, Libertà e Ecologia video cremonesi
Anita Sonego Candidata per Rifondazione Comunista video vlcsnap-196730
Marisa Franca Costelli Candidata per Italia dei Valori video costelli
Cinzia Fossati Candidata per il Partito Democratico video fossati
Anastasia Palli Candidata per il Partito delle Libertà FOTO_BOB_K_SENZA_OMBRE
La Regione Lombardia non ha ancora approvato la sua legge elettorale. il Progetto di legge di iniziativa popolare depositato da Udi prevede il 50e50 ovunque si decide. Qual è la sua opinione?

Come ho scritto nel mio programma elettorale è scandaloso che ci siano così poche donne nei consigli di amministrazione delle società pubbliche o a partecipazione pubblica. Sono perciò impegnata per ottenere una maggiore presenza femminile sia negli enti che, ovviamente, negli incarichi elettivi. E' altrettanto evidente che occorrono regole a monte per scegliere le candidature e individuare perciò donne preparate e qualificate e non scelte soltanto in base alla propria avvenenza o all'amicizia con qualche uomo potente. Più che quote servono regole, il 50 più 50, peraltro applicato in alcune regioni, non è una soluzione in sè se non sarà accompagnata da norme per identificare le qualità che si debbono avere per essere messi in lista o nominati nelle società pubbliche. E' un problema culturale di grande rilevanza, purtroppo in Italia le donne subiscono ancora un handicap in molte attività. Se, per arrivare finalmente ad una cultura che si basi sulla meritocrazia, bisognerà per un periodo avere delle quote a difesa delle donne applichiamo pure le quote, ma è una mentalità che va radicalmente cambiata.

Nel corso dell'VIII legislatura sono stati depositati 3 Progetti di legge contro la violenza. (2 opposizione 1 maggioranza). I pdl non sono mai stati discussi nella commissione competente e la nostra associazione ha sollecitato più volte e in diverse forme tale discussione. La maggioranza ha risposto che attende la legge quadro nazionale. Qual'è la sua opinione? é necessario attendere una legge quadro anche se altre regioni hanno già approvato la loro legge regionale sulla violenza?

Attendere la legge quadro ha un senso se questa legge sarà emanata nelle prossime settimane, altrimenti non è accettabile che alcune regioni abbiano una loro legge per contrastare la violenza ed altre ne siano prive. Il federalismo non può avere cittadine di serie A e di serie B a seconda della regione a cui appartengono. E' perciò evidente che la regione Lombardia dovrà decidere subito se intende o meno tutelare le proprie donne anche in assenza di una legge nazionale. Il nuovo statuto della Regione Lombardia prevede l'istituzione del Consiglio delle Pari Opportunità, crede che sia un passo indietro rispetto all'attuale Commissione delle Pari Opportunità? e in che modo un organismo così articolato potrà definirsi svincolato dalla politica? Il consiglio delle pari opportunità, previsto dalla regione Lombardia, può essere un passo avanti se prenderà iniziative concrete e se in consiglio sarà data una delega ad un consigliere per occuparsi specificatamente dei rapporti tra il comitato, le associazioni femminili e le donne extracomunitarie. Non è importante che un meccanismo sia svincolato dalla politica, è importante che sia svincolato dai partiti ed è importante che i partiti tornino a dare risposte ai cittadini rispetto alle loro reali esigenze.

Nell'attuale stato di crisi economica e recessione, nella regione del "fare", quali opportunità si prosettano per le donne? Le donne potranno essere la carta vincente sulla quale investire per la riprendere la crescita economica?

Come ha dimostrato anche la relazione votata dal parlamento europeo alla fine della scorsa legislatura, circa un anno fa, (relatore era l'on. Cristiana Muscardini), vi era una effettiva difficoltà per le donne, responsabili di piccole e medie imprese, sia a lavorare nel territorio nazionale ed europeo che nell'internazionalizzazione. Vi sono paesi infatti, extraeuropei, quali ad esempio la stessa Russia, dove una donna imprenditrice deve farsi accompagnare da un suo direttore di sesso maschile altrimenti rischia di non trovare il necessario ascolto. In Italia, nell'ultimo periodo, molte donne in più rispetto al passato si sono dedicate alla piccola e media impresa anche in settori un tempo solo maschili. Penso alle molte donne che coraggiosamente hanno dato vita ad iniziative nel campo agricolo e specificatamente nella viticultura. Esistono in teoria aiuti per le giovani donne imprenditrici ma sono certamente insufficienti e spesso quasi inaccessibili. Inoltre si tratta di trovare anche strumenti per consentire un'iniziativa lavorativa a donne non più giovani che hanno magari visto chiudere l'azienda nella quale lavoravano o che sono andate in pensione relativamente presto. Penso alla grave stortura che esiste rispetto per chi è andato regolarmente in pensione e apre un'attività commerciale: questi è costretto ugualmente a pagare l'inps sapendo che, se il suo lavoro precedente era un lavoro dipendente, non potrà mai ricongiungere i contributi. Ritengo che su questi campi ed altri sui quali spero avremo modo di confrontarci in futuro, la Regione possa e debba dare vita ad immediati provvedimenti.

Quali idee per favorire l'iniziativa imprenditoriale femminile in tempi di crisi?

Si parla sempre molto di rete, se ne parla ma non si realizzano. Credo che l'imprenditoria femminile abbia la capacità per dedicarsi non solo al miglioramento delle attività legate ai servizi ma anche di occuparsi di tutto il grande settore legato al risparmio energetico e all'ambiente, cioè alla qualità della vita, le donne possano dare un contributo essenziale per sburocratizzare, snellire e razionalizzare. La semplificazione è una necessità sia per i singoli che per le imprese.

La nostra Associazione si occupa anche di contrastare la pubblicità sessista. Cosa ne pensa? Quali azioni intende intraprendere in caso di una sua elezione?

La pubblicità sessista, l'uso improprio del corpo della donna è una piaga che va combattuta con grande fermezza e decisione. Vi sono già state alcune iniziative in Europa, vorrei prenderle ad esempio per chiedere non solo in regione Lombardia ma in tutta Italia che si affronti questo tema senza tentennamenti. Nello stesso tempo intendo chiedere alle associazioni femminili un impegno comune nella lotta contro la pedofilia, problema purtroppo che è sempre più dilagante nel silenzio connivente di tanta pseudo- cultura.


Manifesto per la promozione delle politiche di genere elezioni 2010 In quanto candidata alle cariche elettive dei comuni d’Italia / delle province / delle regioni/del Parlamento europeo

mi impegno ad inserire nello statuto dell’ente locale una clausola che definisca norme di parità nella rappresentanza dei due generi, nei consigli, nelle giunte e negli organismi controllati/partecipati e ovunque si decide e regole per la loro attuazione mi impegno a promuovere la costituzione in seno all’ente di riferimento di una commissione (anche trasversale) pari opportunità con l’obiettivo di sviluppare la cultura di genere e le politiche di contrasto agli stereotipi di genere

mi impegno ad attuare politiche di sostegno all’occupazione femminile sul territorio di competenza (così come espresso nella conferenza di Lisbona del 2000, che fissava l’obiettivo di occupazione femminile pari al 60% entro il 2010)

mi impegno ad attuare politiche di conciliazione dei tempi sul territorio di competenza mi impegno a sostenere l’attuazione di un “bilancio di genere” in seno all’organo territoriale competente

mi impegno a contrastare gli stereotipi di genere nella pubblicità e nel marketing come da risoluzione del Parlamento Europeo del 03/09/2008

mi impegno a costruire una rete di collaborazione tra le socie elette di DonneInQuota e della rete nazionale “Donne Politica ed Istituzioni” (aperta anche alle elette non socie) per sensibilizzare sui temi legati all’universo femminile (politiche di contrasto alla violenza maschile sulle donne, politiche di conciliazione, politiche di sostegno all’occupazione femminile, sostegno alla battaglia contro gli stereotipi di genere nella pubblicità e nel marketing come da risoluzione europea)

Abbiamo inviato a tutti i Capigruppo del Consiglio Regionale una lettera invito ad applicare le norme del nuovo statuto Regionale                                                                                    

Milano, 11 Aprile 2010 OGGETTO: Applicazione art. 11 dello Statuto regionale                                                                                                                                                            Vista la risoluzione europea dell'ottobre scorso; Visto l'art. 11 dello Statuto della Regione Lombardia; Vista la sua rielezione quale Presidente della Regione Lombardia; Vista la costituenda Giunta regionale; le nostre Associazioni intendono esortarla a contribuire all'abbattimento della disparità di genere in ogni campo di sua competenza, in modo da diventare un modello da seguire. Fiduciose in un suo intervento in tal senso, le auguriamo buon lavoro. Associazione DonneInQuota e Associazione AmichediAbcd lettera.pdf

Milano, 31 Gennaio 2010 OGGETTO: LETTERA DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ DEL 27.01.2010 Condividiamo in pieno la lettera che la Commissione ha inviato a tutti i Consiglieri Regionali attraverso i propri capigruppo, ribadendo ciò che già era stato espresso nell’articolo 11 del recente Statuto della Regione Lombardia. Ci aspettiamo che dalle linee di principio espresse nello Statuto si passi, anche in assenza della nuova legge regionale, all’azione concreta di una nuova formazione delle liste elettorali di tutti i partiti. Ricordiamo inoltre a tutte/i che, in occasione della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “50E50 ovunque si decide” promossa dall’UDI nel 2007, molte delle 120.000 firme raccolte in tutta Italia provenivano da uomini e donne lombarde che credono nella democrazia paritaria come voi, che l’avete unanimemente approvata nel testo statutario. Noi che abbiamo seguito assiduamente i lavori della Commissione Statuto, organizzeremo e appoggeremo tutte le iniziative che si vorranno intraprende a favore dell’applicazione dell’art.11 dello Statuto d’Autonomia della Lombardia. Cordiali saluti. Associazione DonneInQuota Asociazione Amichedi ABCD la lettera è stata inviata a: Alla cortese attenzione dei Presidenti dei Gruppi del Consiglio regionale Roberto Alboni ALLEANZA NAZIONALE - IL POPOLO DELLA LIBERTA' Maria Grazia Fabrizio CENTRO-SINISTRA PER LA LOMBARDIA Alberto (Bebo) Storti COMUNISTI ITALIANI PER IL MOVIMENTO ANTIFASCISTA ITALIANO Paolo Valentini Puccitelli FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' Stefano Zamponi ITALIA DEI VALORI Stefano Galli LEGA LOMBARDA - LEGA NORD PADANIA Silvia Ferretto Clementi MISTO 9103 UNIONE DI CENTRO Domenico Pisani - MISTO CENTRO POPOLARE PER LE LIBERTA' Alessandro Cé MISTO CRISTIANI E FEDERALISTI Domenico Zambetti MISTO DEMOCRAZIA CRISTIANA Carlo Porcari PARTITO DEMOCRATICO DELLA LOMBARDIA Elisabetta Fatuzzo PARTITO PENSIONATI Sveva Dalmasso PER LA LOMBARDIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA' Luciano Muhlbauer RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA Arturo Squassina SINISTRA DEMOCRATICA Mario Agostinelli SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' Gianmarco Quadrini U.D.C. Carlo Monguzzi VERDI E DEMOCRATICI e p.c. a: On. Roberto Formigoni Presidente della Giunta regionale Antonella Maiolo Sottosegretario del Presidente per le Pari Opportunità e i Diritti del Cittadino Giulio De Capitani Presidente del Consiglio regionale A tutte le Presidenti delle Associazioni femminili iscritte all'Albo della Regione Lombardia e p.c. alla Commissione Regionale per la realizzazione di Pari Opportunità tra uomo e donna lettera ai capigruppo della Commisione pari oppotunità lettera DonneInQuota ai consglieri regione

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