Donne in quota
COMUNICATO Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato martedì 19 aprile 2011, l'istituzione del Consiglio per le Pari Opportunità, a norma statutaria. Il Consiglio PO che va a sostituire la precedente Commissione PO, essendo Organo di Garanzia ha funzioni di controllo e valutazione, e compiti di diffusione della cultura PO, come all’art. 63 dello Statuto Regione Lombardia. Le associazioni DonneinQuota e Unione Donne in Italia Milano e provincia, compaiono in audizione il 15-12-2010. Le richieste sono state chiare: sulla partecipazione ad azioni di diffusione della cultura delle PO, in quanto spirito fondante di ogni Associazione e raccomandazione presente nell’art. 63; l’introduzione di requisiti esperienziali per le candidature senza vincolo discriminatorio per esempio sul possesso di laurea e con riconoscimento delle competenze esperienziali; inoltre l’aumento del numero delle componenti del CPO. L’articolazione del presente CPO, vede l’aumento da 5 a 7 dei componenti eletti del Comitato, le persone elette come componenti del CPO devono essere in possesso della cittadinanza italiana nonché di diploma di laurea in ambito giuridico, economico, politico, sociale e psicologico, ovvero di comprovata esperienza, almeno quinquennale, maturata presso associazioni, organizzazioni, enti o aziende pubbliche o private, Queste modifiche ci sono gradite e auspichiamo che possano essere utilizzate per il meglio, ma ci rammarichiamo che l’articolazione di questo organo non risponda alle esigenze di partecipazione delle associazioni di donne alle scelte prodotte dalla amministrazione regionale, e purtroppo rimanga scoperta la necessità sociale e le attività associative indirizzate alla diffusione della cultura della parità di genere in Lombardia. Ricordiamo che in questa amministrazione regionale le donne sono una minoranza assoluta nei luoghi decisionali e di rappresentanza, e questa è la stessa regione che paradossalmente accoglie nell’art. 11 dello Statuto la Democrazia paritaria, la stessa che viene confermata, nel proprio operare esclusione, dal medesimo TAR, che ci dà torto allorquando facciamo ricorso in nome della democrazia paritaria e delle pari opportunità. Ci auguriamo quindi che questo Consiglio delle Pari Opportunità, in quanto organo di Garanzia vigili e intervenga affinché nelle attività amministrative si tenga realmente conto delle pari opportunità, e segnali ogni situazione di discriminazione effettiva, a partire dalla composizione della stessa Giunta Regionale. Purtroppo vorremmo poter vedere questo Consiglio PO come un passo avanti nel senso della democrazia paritaria, ma temiamo che al contrario possa diventare una nuova distanza rispetto alle legittime aspettative paritarie delle donne organizzate in associazioni, già penalizzate dalla sconfitta nell’ azione giudiziaria recentemente partecipata ad adiuvandum nei confronti della Regione Lombardia. Nasce nel 2008 il percorso politico nei confronti di Regione Lombardia, quando in audizione coordinata fra UDI e DIQ, portiamo all’attenzione della Commissione Speciale Statuto l’improrogabile importanza dell’inserimento della Democrazia Paritaria a seguito del buon esito della campagna per la raccolta firme per il 50E50.

La Presidente pro tempore Antonella Eberlin

Il 4 febbraio 2011 il Tar Lombardia ha pronunciato la sentenza sul ricorso proposto dall'associazione Articolo 51 contro la nomina in Giunta Regionale di 15 assessori uomini e di una sola donna. A sostegno del ricorso sono intervenute ad adiuvandum anche le associazioni DonneInQuota, nonchè Usciamo dal Silenzio, Udi - Unione donne in Italia - e 9 avvocate del Foro di Milano, tra le quali anche alcune facenti parte del CPO dell'Ordine degli avvocati.

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diq A settembre, il TAR della Lombardia si pronuncerà sul ricorso con cui sono state impugnate le nomine della Giunta regionale lombarda: 16 assessori di cui 15 uomini e soltanto 1 donna, in totale contrasto con l’art. 11 dello Statuto regionale che invece prescrive «il riequilibrio di genere negli organi di governo della Regione». Ispirandosi ai valori dell’art. 3 e all’art. 51 della Costituzione italiana, nonché agli stessi scopi fondativi, DonneInQuota, associazione culturale nata dal corso “Donne, Politica e Istituzioni” promosso dal 2004 in più di 40 università itaiane dal Ministero per le Pari Opportunità e in seguito rifinanziato, da sempre ha intrapreso iniziative a favore della rappresentanza politica femminile, partecipando alla raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare 50E50 denominata “Norme di Democrazia Paritaria per le Assemblee elettive” promossa da UDI, Unione Donne In Italia, seguendo i lavori di stesura dello Statuto regionale in materia di democrazia paritaria e ultimamente scrivendo al Presidente del Consiglio regionale proprio per sollecitare l’applicazione dell’art. 11, al momento delle nomine, nonché con incontri e dibattiti a tema. Oggi, visto che la sua applicazione è stata disattesa, ci sembra naturale, sostenere i principi espressi nel ricorso, intervenendo ad adiuvandum. Durante la Festa Democratica (che si terrà a Milano dal 2 al 22 settembre), che nel 2007 ci ha visto raccogliere numerose firme per la proposta di legge 50E50, saremo ospiti nello stand dell’Associazione Donne in Rete, che ci sostiene in questo progetto. Riteniamo importante questa ospitalità, perché sappiamo quanto sia utile la rete tra Associazioni, gruppi o singole donne per raggiungere comuni obiettivi. Pensiamo che cambiare la prospettiva, aggiungendo sguardi di donne alla rappresentanza politica, cambi anche l’attenzione su tutti i problemi che riguardano le donne, oltre che al modo in cui si fa politica. Il nostro intento è quello di coinvolgere, in questa importante battaglia di democrazia paritaria, non solo chi già ha iniziato questo percorso con noi, firmando la proposta di legge 50E50, ma anche altre persone, con materiale informativo e incontri sull’argomento. Ci attiveremo allo scopo di condividere il percorso che stiamo intraprendendo e raccogliere i fondi necessari per il nostro intervento. Un’equilibrata rappresentanza femminile in Regione Lombardia è un obiettivo a favore non solo delle donne, ma dell’intera società. Vi aspettiamo. Donatella Martini La Presidentete

Il 17 dicembre si è tenuta presso il Tar Lombardia l’udienza nel giudizio sorto a seguito dell’impugnazione degli atti di nomina degli assessori della Regione. Ricorso presentato dall’Associazione articolo 51, nel quale noi DonneInQuota, siamo intervenute Ad Adiuvandum. Della Giunta lombarda, composta di 16 membri, fa parte, infatti, solo una donna. Di questi aspetti gli avvocati delle parti hanno ampiamente discusso nel corso dell’udienza tenutasi di fronte al Tar Lombardia, che a breve (probabilmente entro un mese) emetterà la propria decisione. Il Giudice amministrativo dovrà quindi stabilire se, come sostiene la difesa di Regione Lombardia, la presenza di una sola donna in Giunta non lede le norme costituzionali, comunitarie e statutarie richiamate perché esse conterrebbero principi non vincolanti, o se, come sostenuto dai ricorrenti e dai difensori delle associazioni intervenute, non esiste alcuna ragione per ritenere non efficaci quelle disposizioni. Se così è, allora, la composizione della Giunta Lombardia deve ritenersi illegittima, perché la presenza di 1 sola donna su 16 è assolutamente inidonea a realizzare l’equilibrio di genere richiesto. Lo squilibrio di genere che si è venuto a determinare è evidentemente lesivo non solo dell’art. 51 della Costituzione - che impegna la Repubblica a garantire pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive e agli uffici pubblici - ma dello stesso art. 11 dello Statuto della Regione Lombardia, che fissa l’obiettivo della “democrazia paritaria” e richiede “il riequilibrio tra entrambi i generi negli organi di governo della Regione”. Ma non solo: ad essere violato è anche il principio di parità espresso nelle norme dell’Unione europea. Sintesi Intervento Ad Adiuvandum .pdf

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa dell'Associazione Articolo 51 relativo al ricorso al TAR per le nomine della Giunta regionale. L'Ass. Articolo 51 Laboratorio di Democrazia Paritaria comunica che Giovedì 24 Giugno 2010 tramite gli Avvocati del Foro di Milano Ileana Alesso e Massimo Clara è stato notificato alla Regione Lombardia il ricorso al TAR per l'annulamento dei decreti di nomina dei componenti la Giunta Regionale così come ufficializzati sul B.U.R.L del 29 Aprile 2010. Risulta chiaro, infatti, lo squilibrio di genere nelle nomine degli Assessori, un “15 a 1” che viola non solo l'Art. 11 dello Statuto d'Autonomia della Regione Lombardia, ma anche L'Art.25 del medesimo Statuto oltre che l'Art.51 della Costituzione Repubblicana in merito di Pari Opportunità e pari accesso alle Istituzioni siano esse Statali e/o Regionali . L'Ass. Art. 51 ritiene la composizione della Giunta inaccettabile e “impresentabile” per una Regione, quale la Lombardia è, che si presenta come motore socio-economico innovativo del Paese Italia. E' intollerabile che su 5.000.000 di donne presenti sul territorio regionale, la maggior parte delle quali ad alta scolarizzazione e posizione lavorativa, il Presidente eletto non abbia potuto trovare componenti adatte al ruolo istituzionale di Assessore,tenuto conto che lo Statuto Regionale all'Art. 25 permette al Presidente eletto di poter scegliere i membri della Giunta anche al di fuori dei Consiglieri eletti: ciò ci sembra una evidente mancanza di valorizzazione delle cittadine lombarde che non possono e non debbono essere considerate solo voti per l'urna elettorale. L'Ass.Art.51 Laboratorio di Democrazia Paritaria si augura che il ricorso possa correggere quello che consideriamo un errore accidentale di “percorso” della Giunta, che pure, nel precedente mandato, ben ha operato per le Pari Opportunità , proprio nell'aver voluto inserire, prima in Italia, l'Art.11 sulla Democrazia Paritaria, nello Statuto Regionale e siamo certe, quindi, che il Presidente Formigoni, sempre sensibile alle tematiche della politica di genere, saprà porre rimedio ad un 15 a 1 vergognoso e lesivo dell'immagine della Regione Lombardia quale Regione avanzata e innovativa. Ufficio Stampa Ass. Art.51 Laboratorio di Democrazia Paritaria

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