Donne in quota

IL COMITATO EUROPEO DEI DIRITTI SOCIALI DEL CONSIGLIO D'EUROPA RICONOSCE UNA VIOLAZIONE DELL'ITALIA NELL'APPLICAZIONE DELLA 194

*Una vittoria proprio in occasione della festa dell'8 marzo: l'obiezione di coscienza non può impedire la corretta applicazione della legge*

Milano, 8 marzo 2014 - Oggi, a seguito di un reclamo collettivo dell'associazione non governativa International Planned Parenthood Federation European Network (IPPF E N che dagli anni 50 si batte in 172 paesi per potenziare l'accesso ai programmi di salute delle fasce più vulnerabili) assistita dall'Avv. Prof. Marilisa D'Amico, Ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano, e dall'Avv. Benedetta Liberali, il *Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d'Europa* ha ufficialmente riconosciuto che *l'Italia viola i diritti delle donne che - alle condizioni prescritte dalla legge 194/1978 - intendono interrompere la gravidanza*, a causa dell'elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza.

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Oggi, 1  febbraio, alle 14.00 a Milano ci sarà il presidio a sostegno delle donne spagnole contro "l'antiproyecto de ley" del ministro della giustizia spagnolo Gallardon, che intende cancellare il diritto di scelta all'interruzione volontaria di gravidanza riconosciuto alle donne spagnole dalla legge del 2010 introdotta dal governo Zapatero.

Attualmente in Spagna, in linea con la legislazione prevalente in materia nei paesi dell'Unione Europea, la legge stabilisce un tempo (le prime 14 settimane) entro cui è riconosciuto alla donna l'esercizio pieno del diritto di scelta.

Al contrario, la proposta Gallardon affida ogni decisione ai medici, al giudice, ai genitori.

L'aborto inoltre è previsto solo nel caso di violenza sessuale (fino alla 12esima settimana) e di grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

DonneinQuota naturalmente ha aderito e ci sarà.

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VIOLENZA CONTRO LE DONNE: SALGONO A SETTE I PAESI CHE HANNO RATIFICATO LA CONVENZIONE DI ISTANBUL

In Novembre la Bosnia Erzegovina e l'Austria hanno ratificato la Convenzione di Istanbul e si aggiungono all'Albania, Italia, Montenegro, Portogallo e Turchia.

Mancano quindi solo altri tre paesi e poi la Convenzione potrà entrare in funzione.

La Convenzione in materia di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne, chiamata comunemente Convenzione di Istanbul, è stata approvata dal Consiglio d'Europa il 7 aprile 2011.

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