Donne in quota

Riportiamo qui due link relativi ad una riflessione "Smarchiamoci dalla Prostituzione" apparsa sul sito di noi donne e un articolo apparso sul sito di Maschile plurale a proposito dei mondiali di Calcio 2010.  Invitiamo qindi donne uomini ad approfondire cosa vuol dire un evento così importante per il SudAfrica, che potrà portare il paese ad una maggiore visibilità mediatica e ad un notevole occasione economica, ma anche un maggiore sfruttamento della prostituzione di donne e bambini

La Regione Lombardia vara il progetto chiaramente antiabortivo, su proposta del signor Giulio Boscagli, assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale.

Il presidente Roberto Formigoni dichiara: “Nessuna donna dovrà più abortire in Lombardia a causa delle difficoltà economiche”. A quelle donne che rinunciano ad una interruzione della gravidanza determinata da problemi economici, la Regione erogherà per 18 mesi, ogni mese un bonus di 250 euro. Un totale di 4.500 euro in un anno e mezzo. La Regione stanzia 5 milioni di euro, versati stanziamento di 5 milioni di euro sul Fondo «Nasko», appositamente creato. Destinatarie le donne in difficoltà economica e , in particolare le straniere e le giovani donne sole.

Leggi tutto: Lombardia, bonus di 4.500€ per non abortire

Domenica 18 aprile Susanna Tamaro ha dato il via ad un dibattito sul femminismo e le sue responsabilità, a cui sono seguiti altri interventi di note giornaliste ed intellettuali. Ci piacerebbe allargare il dibattito a tutte. Incolliamo qui i link agli articoli Susanna Tamaro Bia Sarasini Maria Laura Rodotà Barbara Mapelli

Da giovedì 6 a sabato 8 maggio Mantova diventerà la capitale delle Pari Opportunità: 3 giorni di appuntamenti, discussioni e testimonianze, uno spazio ideale dove mettere a confronto posizioni, idee e prospettive sul ruolo della donna, sulle politiche di genere e sulla conciliazione famiglia-lavoro. SUI GENERIS tratterà di argomenti importanti, di estrema e urgente attualità: come intervenire in azienda, nel territorio, nelle famiglie per valorizzare i ruoli delle donne? Quali domande fare a chi governa i territori o dirige le aziende, quali risposte aspettarci? Gli eventi sono ad ingresso libero, e il nostro caloroso invito a partecipare è rivolto a tutti: donne, mamme, lavoratrici e dirigenti; addetti ai lavori, giornalisti; ma anche uomini che hanno a cuore il raggiungimento delle pari opportunità in ogni campo della vita. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.suigeneris-mantova.it Il programma completo della manifestazione è disponibile qui Per confermare la partecipazione ai singoli eventi (e richiedere contestualmente di usufruire del servizio babysitting, dove disponibile), è attivo un form di iscrizione.

La Aleramo scrisse il suo romanzo autobiografico più famoso, "Una donna" nel primo decennio del Novecento. Chi lo ha letto sa bene cosa e quanto costi per lei l'emancipazione: nessuna conciliazione, solo rinuncia. Durante il fascismo la donna era schiava del focolare: un ruolo istituzionalizzato, idealizzato, esaltato, reso positivo dalla propaganda. Le Grandi Guerre hanno portato le donne nelle fabbriche, al posto di mariti, fratelli, figli impegnati al fronte: erano schiave della guerra perché producevano gli strumenti che avrebbero ucciso i loro uomini. La Repubblica ha dato alla donna il diritto di voto, sacrosanto, che dà all'individuo il diritto di esistenza politica. Poche le donne che lavoravano in periodo di Ricostruzione, per giunta malpagate e maltrattate, in sostituzione, ancora una volta, di quella forza lavorativa maschile sotterrata dalla guerra. Il boom economico (e siamo già agli anni Cinquanta) ha visto una massiccia presenza delle donne nelle fabbriche: le sartine diventavano operaie tessili, le diplomate magistrali maestre, le carine commesse nelle catene della grande distribuzione. E poi. E poi le lotte per i diritti, il femminismo, l'emancipazione: il corpo è mio, e non c'è stato che possa comandarmi su cosa farci. Posso affermare, secondo questa sommaria ricostruzione, che l'emancipazione delle donne sia cominciata in Italia un decennio dopo il secondo dopoguerra, in ritardo di circa un secolo rispetto ai paesi protagonisti della Rivoluzione Industriale (Gran Bretagna, Francia e Germania su tutte)?

Valentina Paternoster

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